San Vincenzo, perché Pan Art chiude dopo 40 anni? La scelta di Emilio e Rita e la speranza per non far morire il panificio
Era il 1986 quando il panificio ha iniziato a sfornare il pane. All’epoca, Emilio affiancava il padre Giuseppe e la mamma Anna, da cui ha appreso i segreti di un mestiere che è artigiano
SAN VINCENZO. Nell’ultimo giorno del 2025 i titolari di Pan Art salutano la loro clientela. Lo storico panificio di San Vincenzo ha chiuso i battenti. Arrivati al traguardo della pensione è maturata in loro la scelta di scrivere la parola fine al lungo capitolo di impegno quotidiano. Quello che si ritrova nel nome dell’attività: fare del pane un’arte.
Quarant’anni di lavoro e passione
Certo, la base è quella di un lavoro dai tempi lunghi e che richiede costanza e fatica. Ma i quarant’anni del panificio di Emilio Puliti, da sempre affiancato dalla moglie Rita, il volto sorridente dietro al bancone, profumano di passione. Ci sono l’odore del pane e delle schiacciate, l’immancabile pizza, e una gran varierà di dolci.
Il desiderio di passare il testimone
«Nostro figlio ha preso un’altra strada e da tempo in vista della pensione abbiamo sparso la voce che avremmo voluto passare il testimone – dicono i Emilio e Rita Puliti – . Non abbiamo rinunciato all’idea di dare una continuità al panificio e ci sono alcune persone che si sono fatte avanti per valutarne l’opportunità e subentrare».
Le origini nel 1986
Era il 1986 quando il panificio ha iniziato a sfornare il pane. All’epoca, Emilio affiancava il padre Giuseppe e la mamma Anna, da cui ha appreso i segreti di un mestiere che è artigiano. Insomma, si può studiare la tecnica ma è sul campo e con l’esperienza che questa si trasforma in professione vera.
La speranza di un futuro per il quartiere
«C’è chi si è fatto avanti ma valutato l’impegno di lavoro ha deciso di farsi da parte. Non perdiamo comunque la speranza di poter garantire un servizio al quartiere».
