Piombino, è morta Maria Pia: addio alla barista rock che ha fatto la storia della città
Per 44 anni è stata la titolare del bar in via Costa: Eccentrica e carismatica, amava le moto e la musica: andava a cantare ai matrimoni
PIOMBINO. Si è spenta nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio Maria Pia Gargalini. Scomparsa a 88 anni, per esattamente metà della sua vita, è stata la titolare del bar Mariapia, in via Costa. Dal 1970 al 2014 Maria Pia è stata la commerciante più eccentrica della via, la regina della zona. Una donna che rimarrà nella storia del commercio locale piombinese, che ha incontrato intere generazioni.
Le origini
Classe 1937, diplomata in ragioneria, amante della moto, delle auto sportive e appassionata di barche a vela, Maria Pia è sempre stata una donna verace. Una bellissima donna dai riccioli rosso fuoco, «alla Shirley Temple», come lei stessa amava definire il suo look, con gli occhi chiari e profondo, con il trucco sempre presente a ornarle il viso, e mai senza gioielli addosso. A incorniciare il suo carisma erano anche gli abiti che indossava, che potevano andare dal rosso fuoco, in tinta con i capelli, fino al giallo e al rosa, tra gli altri. D’altronde, intervistata dal Tirreno nel momento in cui cessò la sua attività, la titolare rivendicava di «aver fatto la moda a Piombino – disse –. Ho indossato i primi due pezzi, il primo montgomery, la prima cappa di pelliccia di leopardo».
La vita
Piombinese doc, Maria Pia adorava anche la musica, passione che le è stata trasmessa dal padre, operaio della Magona. E proprio la musica, aveva raccontato Maria Pia al Tirreno quando vendette il suo bar, le aveva regalate una delle prime gioie della vita. «A 16 anni, a Roma, vinsi un concorso di canto. Il premio era una borsa di studio per il Piccolo di Milano. Ero brava, ma dopo poco fui costretta a tornare a casa – disse -. Un maestro di 83 anni, durante le lezioni, aveva il vizio di allungare le mani. Lo feci presente al direttore, ma non cambiò niente. Figuriamoci se stavo lì a farmi toccare da quel vecchio! A Piombino ho però continuato a cantare ai matrimoni». Tornata in città, Maria Pia ha iniziato subito a lavorare. Giovanissima, in via della Repubblica ha lavorato come capo confezioni da uomo al Semaforo Rosso. Poi, ha gestito la bottega di scarpe del Donati in via Antonio da Piombino. E nel 1970, l’occasione della vita. Che l’avrebbe resa celebre e ben voluta in tutta la città. Prima compra il ristorante “Il Toscano”, poi lo trasforma in bar. «Lavorare qua è stata un’esperienza meravigliosa – disse al Tirreno -. Sono venuti da tutto il mondo a bere il mio famoso aperitivo». Il locale gestito da Maria Pia non si caratterizzava solo per il misterioso aperitivo, ma anche per la sua auto. Sempre parcheggiata davanti al bar. Pochi minuti prima delle cinque, ogni mattina, Maria Pia parcheggiava la sua Daiahatsu gialla proprio davanti all’ingresso del bar. Auto decapottabile che sicuramente non passava inosservata. Non solo per gli specchietti tinti del tricolore italiano, ma soprattutto perché targata con il nome della proprietaria: sulla fiancata della macchina c’era scritto “Maria Pia”, appunto. Da quanto teneva alla sua auto, la barista era solita proteggerla mettendola tra due scatole di cartone. «Sennò sarebbe quadrata dai colpi che ci danno», disse ridendo al Tirreno.
Il ricordo
Al bar Maria Pia non aveva solo clienti, si era creata infatti una vera comunità intorno a lei. Non pranzava mai da sola, c’era sempre qualche amico che passava a trovarla. Per pranzare insieme, sì, ma anche per lo scopone scientifico delle 16, appuntamento quotidiano. «Mia madre era una donna rock, è stata una delle commercianti storiche di Piombino». Così Patrizia Donati ricorda sua madre Maria Pia. «Era una donna nata in un tempo sbagliato, ma mia madre è stata una delle prime donne a crearsi la sua indipendenza a Piombino, a lavorare da sola, e una delle prime a separarsi dal marito – continua la figlia -. Quando lavorava al bar, dava da mangiare a chi più ne aveva bisogno. Potevi essere il presidente della Repubblica o un clochard, se ne avevi bisogno lei ti donava un piatto di pasta. Era fatta così, e per questo ha fatto la storia di Piombino». «Sono arrivato a Piombino nel 1999, e Maria Pia c’era già. Era un’icona, con la sua macchina gialla al bar, con il suo trucco sempre smagliante. Insomma, una figura smagliante – dice il presidente di Confesercenti Vincenzo Cananzi -. È stata una figura storica per il nostro settore, un punto di riferimento per il centro di Piombino. Ci uniamo al dolore di tutta la sua famiglia». A gestire il bar Mariapia oggi è Mario Calise. Che ricorda la sua predecessora così: «Maria Pia è stata una donna che fatto la storia di questo bar – dice –. Una donna eccentrica, che ha vissuto al massimo la sua vita, fino agli ultimi giorni». Così il sindaco Francesco Ferrari: «Con dolore apprendiamo della scomparsa di Maria Pia Gargalini, che ha rappresentato per 44 anni un punto di riferimento insostituibile per il Piombino – dice –. Il più sincero cordoglio alla famiglia». Chi vorrà salutare Maria Pia potrà farlo stamani alle 10,30, nella Sala del commiato della Pubblica assistenza.
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=40a99eb)