Il Tirreno

Il personaggio

Addio al samurai del vino: dal Giappone in Toscana per realizzare il suo sogno

di Luca Centini

	Hideyuki Miyakawa con lo staff dell’azienda agricola
Hideyuki Miyakawa con lo staff dell’azienda agricola

È morto a 88 anni Hideyuki Miyakawa, fondò l’azienda agricola La Bulichella a Suvereto. Aveva 22 anni quando in moto arrivò in Italia, l’inizio di una storia da film

3 MINUTI DI LETTURA





SUVERETO. Ha trovato la pace dopo la sua ultima lunga battaglia contro il Parkinson. Hideyuki Miyakawa ha chiuso gli occhi per sempre nell’azienda agricola Bulichella, il luogo del cuore suo e della sua famiglia. In un lembo di Val di Cornia ai piedi del borgo di Suvereto è stata scritta una storia da film.

Il “samurai del vino”

Un giovane giapponese con pochi soldi in tasca e la voglia di aggredire il mondo, un viaggio in moto, il destino che cambia i programmi, l’amore e il coraggio di seguire una traccia di vita diversa. Poi il vino che lega magicamente il passaggio tra il passato, il presente e il futuro. Dalla cittadina nipponica di Maebashi ai vitigni che danno le spalle al borgo di Suvereto, dove negli anni Hideyuki ha dato vita a un’azienda di grande successo. È il 1960. Il fondatore dell’azienda agricola Bulichella arriva in Italia in sella a una Yamaguchi 125. Viaggia con un amico. Ha 22 anni. Nella notte tra venerdì e sabato, intorno all’una, il “samurai del vino” ha lasciato questo mondo. E per la sua numerosa famiglia, divisa tra Suvereto, Torino e il Giappone, è arrivato il momento di stringersi in un dolore atteso. Hideyuki aveva 88 anni e ha trascorso l’ultima fase della sua vita a combattere contro il Parkinson. Il nostro territorio perde un personaggio unico, oltre che un imprenditore di grande lungimiranza.

Dal Giappone a Suvereto

Una storia da film, dicevamo. Inizio degli Anni Sessanta. L’idea di Hideyuki Miyakawa è salire in sella alla moto con un amico e andare alla scoperta del mondo. Dal Giappone all’Europa. Attraversa l’India, il Pakistan, poi dritto verso l’Europa. Chilometri e libertà. Arriva a Roma nel 1960 per seguire le Olimpiadi. Si arrabatta lavorando come reporter per una rivista giapponese. Durante un viaggio a Torino in occasione del salone dell’automobile incontra Marisa Bassano, giovane studentessa in procinto di partire per il Giappone per un anno di studio. Lui la raggiunge nel Paese del Sol Levante. Si sposeranno nel 1962 e si trasferiranno a Torino, dove Hideyuki lavorerà come referente con l'Italia per le aziende giapponesi di automobili, conoscendo personaggi importanti come Giorgetto Giugiaro, di cui è diventato socio con Marisa nella Italdesign, società di sviluppo prototipi e auto. È una tappa importante di un percorso di vita non comune, una vita destinata a compiere un nuovo switch. Suvereto.

Un nuovo sogno

Qui Hideyuki e Marisa, assieme ad altre tre famiglie italiane, decidono nel 1983 di fondare la Bulichella. Trentacinque ettari nel verde. Vino, olio, cereali. Colture biologiche, senza uso di concimi chimici. Un’impresa fondata sul rispetto dell’ambiente, un tipo di agricoltura biologica ancor prima che le coltivazioni bio esistessero. E, più in profondità, un’azienda modello di condivisione e impegno sociale. Nel 2000 Hideyuki e Marisa restano i soli proprietari della Bulichella, tre anni dopo Marisa muore all’improvviso. Una pagina dolorosa che non interrompe il percorso dell’azienda agricola, oggi guidata dalla seconda e terza generazione della famiglia, grazie a Maria Shizuko, figlia di Hideyuki, e a Nicolò, nipote, attuali amministratori. Dopo la morte di Marisa Miyakawa si è rialzato, seguendo da vicino il percorso dell’azienda fin quando la malattia glielo ha permesso, sostenuto dagli amati figli, nipoti e dalla seconda moglie Yoko. «Io di vino non capisco molto, ne bevo poco. Ieri sera ne ho bevuto quattro millimetri», disse Hideyuki Miyakawa al Tirreno. Era il 2018, in quell’occasione veniva presentata una delle etichette pregiate della Bulichella. Eppure, seguendo il filo rosso del vino la Bulichella, azienda biologica di vino e olio dal 1983 e anche agriturismo, ha scritto pagine importanti per il territorio. Tutto partì da quel viaggio in moto. Tutto iniziò con quel ragazzino in sella alla Yamaguchi 125 che, poche ore fa, ha percorso il suo ultimo pezzo di strada.

Primo piano
La tragedia

Santa Maria a Monte, morto a 31 anni nello schianto alla rotatoria: velocità o distrazione? – La prima dinamica

di Andreas Quirici