Il Tirreno

Polizia municipale

Piombino, agente in servizio in mocassini si frattura il dito di un piede: «Il Comune non dà le scarpe previste»

di Manolo Morandini

	Un'agente indossava i mocassini e si è fratturata il dito di un piede: la denuncia del sindacato
Un'agente indossava i mocassini e si è fratturata il dito di un piede: la denuncia del sindacato

La denuncia del sindacato: «Fornito come vestiario un cappello da baseball, alcune magliette e una cintura ed è tutto rigorosamente usato»

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PIOMBINO. Il piede resta a contrasto, sotto lo pneumatico di un’auto. Risultato: la frattura di un dito. Protagonista dell’incidente sul lavoro è un’agente a tempo determinato della Polizia locale di Piombino. È quanto racconta il coordinatore territoriale Csa Ral di Livorno Enzo Provenzano. E lo fa sulla scia della battaglia che il sindacato ha ingaggiato con l’ente per la mancata fornitura agli stagionali di vestiario e calzature. «Naturalmente non aveva le calzature previste dal regolamento della Regione e stava lavorando con dei mocassini – dice il sindacalista –. Non possiamo escludere se avesse avuto ai piedi degli anfibi che le lesioni potevano essere minori, per esempio una contusione invece che una frattura».

Si riconoscono da alcuni dettagli della divisa gli otto agenti della Municipale assunti a tempo determinato, in forza al comando di Piombino fino al 30 settembre, si distinguono per pantaloni e scarpe. Il Comune non li ha forniti e hanno dovuto acquistarli a proprie spese. Il tutto con l’avvertenza che assomigliassero a quelli in dotazione agli agenti a tempo indeterminato. Ma non è finita. Il vestiario che invece è stato consegnato al momento dell’assunzione in servizio, un cappello formato baseball, polo e cintura bianca, è di seconda mano. È quanto ricostruito dal sindacato Csa Ral di Livorno, che da tempo si è rivolto direttamente al sindaco Francesco Ferrari per sollecitare un suo intervento diretto. A detta del coordinatore territoriale Csa Ral Enzo Provenzano la questione divisa è emblematica delle criticità.

Il sindacalista torna a battere sul punto con una nuova richiesta inviata al sindaco Ferrari, alla comandante della Polizia locale Ilaria Pucci e al segretario comunale Alice Fiordiponti. Contesta che «gli agenti di Polizia locale non hanno ricevuto dal Comune di Piombino la fornitura di vestiario e calzature di servizio adeguati e conformi alle norme di sicurezza e rappresentanza istituzionale». Tant’è che «li ha costretti a utilizzare vestiario personale o acquistato autonomamente, con conseguente usura straordinaria di tali beni, derivante dall’esposizione a condizioni operative tipiche del servizio».

La fornitura di vestiario e calzature di servizio per il personale della Polizia locale è un obbligo del datore di lavoro pubblico, «sancito da una pluralità di norme nazionali, regionali e locali, che impongono all’Ente di garantire ai propri dipendenti gli strumenti necessari per lo svolgimento delle mansioni in condizioni di sicurezza e dignità professionale», dice Provenzano. Carte alla mano cita gli articoli 15 e seguenti del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro che «impongono al datore di lavoro l’obbligo di fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale, inclusi vestiario e calzature antinfortunistiche, idonei ai rischi specifici del servizio. La mancata fornitura configura una violazione punibile ai sensi dell’articolo 55, con sanzioni amministrative e penali. Inoltre, l’omissione integra un inadempimento contrattuale, con diritto al risarcimento per i danni subiti per l’usura di beni personali».

In breve, la richiesta è di provvedere con urgenza alla fornitura di vestiario e calzature oppure «vista la scadenza ravvicinata dei contratti degli agenti di riconoscere loro un indennizzo economico per l’usura e per i costi sostenuti per l’acquisto autonomo di vestiario e calzature necessari allo svolgimento del servizio».

La proposta è arrivata il municipio il 27 agosto. Entro dieci giorni il sindacato si aspetta la convocazione di un tavolo di confronto e arrivare a una conciliazione. Ma a fronte di mancate risposte dal Comune, il sindacalista Provenzano annuncia che si riserva di intraprendere tutte le azioni a tutela dei diritti dei lavoratori, dalla denuncia all’ispettorato del lavoro al ricorso al giudice del lavoro.
 

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