Il Tirreno

L'incidente

Piombino, gabbia per l’acquacoltura si stacca e finisce sugli impianti delle cozze

di Claudia Guarino
Piombino, gabbia per l’acquacoltura si stacca e finisce sugli impianti delle cozze<br type="_moz" />

Una struttura galleggiante per l’allevamento di pesci si è staccata ed è finita contro gli impianti di mitilicoltura a Follonica

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PIOMBINO. Si è per qualche motivo disancorata dal suo punto originario finendo contro gli impianti di mitilicoltura poco distanti. E per mezza mattinata è stato mistero sulla provenienza di quella grossa gabbia per l’acquacoltura che è stata vista galleggiare nel golfo di Follonica. Poi, una volta individuata la società proprietaria, è stato avviato l’iter per riportarle al suo posto scongiurando, nello stesso tempi, eventuali altri problemi.

Il ritrovamento

È successo tutto ieri di prima mattina. Una grossa gabbia per l’acquacoltura si è per qualche motivo distaccata dalle strutture a cui era ancorata e ha iniziato a galleggiare sull’acqua, spostandosi. Il vento e la corrente l’hanno spinta in direzione dell’azienda Cesit, che è presente in zona occupandosi dell’allevamento di cozze. Ed è qui che la maxi gabbia ha finito la sua corsa. Gli impianti di mitilicoltura, incastrandola, hanno di fatto impedito che la gabbia navigasse in mare e, dunque, hanno scongiurato la possibilità che potesse dirigersi verso riva. Una circostanza, questa, che avrebbe potuto creare una serie di pericoli ad eventuali bagnanti in zona.

L’allarme

È stato comunque dato l’allarme. E a quel punto la Capitaneria di Porto è intervenuta per valutare la situazione, per ricostruire il percorso fatto dalla gabbia e per impostare l’iter di rimozione. La gabbia, nello specifico, appartiene alla Acqua Azzurra Toscana, una delle società di acquacoltura che operano nel nostro golfo e si è disancorata per non meglio precisati motivi.

La sistemazione

Fatto sta che, a quanto risulta, la proprietà si è già attivata per riportare alla base l’attrezzo dando l’incarico a un’impresa, che andrà poi fisicamente a recuperarlo. La gabbia sarà cioè trainata con un’imbarcazione fino a essere riportata nella posizione originaria. A quel punto sarà nuovamente ancorata e messa in sicurezza. l


 

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