Donoratico, picchia il postino per una raccomandata e la sua ex compagna: condannato
L'avviso non consegnato ha mandato su tutte le furie il pensionato, ritenuto responsabile per atti persecutori e lesioni. Per lui un anno e mezzo di reclusione
DONORATICO. Prima avrebbe insultato e aggredito il postino, scaraventandolo giù dalla bici a causa di una raccomandata non consegnata. Poi, mentre era in fila in un panificio, avrebbe preso a calci l’ex compagna di quest’ultimo. Per questo il settantaseienne Sergio Boscaglia è stato condannato a un anno e sei mesi per lesioni personali e atti persecutori. Il giudice Andrea Guarini, su richiesta delle parti civili, ha subordinato la sospensione della pena al pagamento dei risarcimenti (cinquemila euro al portalettere Daniele Gennai solo come provvisionale e settemila all’ex convivente, entrambi assistiti dall’avvocato Mario Bartoli) e alla partecipazione per tre mesi a un percorso di recupero in enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di persone condannate per atti persecutori, da completarsi entro sei mesi dall’irrevocabilità della sentenza, ora di primo grado. Nell’ambito dello stesso processo Gennai è invece stato condannato a pagare 500 euro di multa (pena sospesa) dopo la denuncia presentata nei suoi confronti dallo stesso Boscaglia.
La prima aggressione
Le violenze sarebbero scoppiate per via di una banale consegna di una raccomandata a Donoratico, fra l’altro risalente al 2013 e quindi a due anni prima della violenza ai danni del dipendente, che è del 18 maggio 2015. Un lasso di tempo in cui il portalettere – che avrebbe suonato tre volte al campanello del pensionato e poi lasciato l’avviso di mancata consegna nella cassetta – ha lamentato di essere stato bersaglio di atti persecutori. Fino appunto all’aggressione. In quell’occasione l’uomo, ferito a terra, è stato poi accompagnato al pronto soccorso, dal quale è stato dimesso con 21 giorni di prognosi, mentre successivamente, a seguito di altre visite specialistiche, gli è stata diagnosticata un’invalidità permanente del 3% con una prognosi finale di 52 giorni di malattia. «Boscaglia – ricostruisce Bartoli – si è avventato contro Gennai da dietro, dandogli una forte spinta che, in un primo momento, dopo aver perso l’equilibrio lo ha fatto sbattere contro una Renault Twingo e poi lo ha fatto cadere a terra. Gennai gli ha gridato “Cosa fai?” e Boscaglia gli ha risposto “Con la bici sul marciapiede non ci puoi andare”. Fortunatamente vi era un testimone che si era fermato con la propria auto e ha visto come la parte civile si stesse allontanando sul marciapiede dopo aver consegnato la posta e nel contempo che Boscaglia si avvicinava da dietro al portalettere, che aveva percorso pochi metri, per dargli la spinta».
Aggressione nel panificio
L’8 ottobre 2016 l’episodio più grave. L’allora compagna del postino, infatti, insieme alla nipotina era in fila al panificio “Tani” di Donoratico, dove sopraggiunge il pensionato – secondo l’accusa – che da dietro le sferra due-tre calci al polpaccio, ricostruisce la difesa, con la donna costretta alle cure del pronto soccorso di Piombino. Dall’ospedale verrà dimessa con sei giorni di prognosi per un «trauma contusivo alla gamba sinistra». «Queste condotte reiterate di Boscaglia a partire dagli anni 2014/2015 fino al 2019 – ricostruisce Bartoli – hanno causato alla donna un grave e perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità e soprattutto per quella del figlio, come ci ha confermato quest’ultima che si è dovuta rivolgere anche a una psicologa».
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