Assemblea Jsw, l’accordo potrebbe cambiare: otto le condizioni per la firma
Dai lavoratori pieno mandato ai rappresentanti sindacali: in queste ore al Ministero l’incontro per limare gli ultimi aspetti tecnici
PIOMBINO. Servono i supplementari. Questa mattina i sindacati sono di nuovo convocati al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Non sono bastati i tempi molto lunghi, per temi delicati come lo scambio di aree tra Jsw e Metinvest, per apparecchiare la tavola per l’accordo di programma che oggi alle 17, stando al programma annunciato da Roma, sarà sottoscritto alla Farnesina, nell’ambito della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina 2025. C’è da limare alcuni passaggi dell’accordo quadro, nell’ambito dell’accordo di programma del polo siderurgico di Piombino, per la gestione del personale. Resterebbero da sciogliere questioni tecniche sugli ammortizzatori sociali. Ma il resto dell’intesa è dato per congelato. Al punto che per avere il via libera alla sottoscrizione dall’assemblea dei lavoratori Jsw i sindacati adottano l’escamotage di far votare ciascuno degli otto punti ritenuti vincolanti. E il risultato è l’approvazione, con voto palese, che arriva in scia al via libera dato dal consiglio di fabbrica il 4 luglio.
Di fatto, si vota per una fabbrica che ancora non c’è nella sala di uno stabilimento indicato dai sindacati come il grande assente ai tavoli. Ed è un aspetto non da poco. Una vera impresa con la pressione che, inevitabilmente, è tutta sulle spalle dei sindacati. A illustrare i punti dell’accordo quadro, a cui seguirà nei prossimi sei mesi la sottoscrizione dell’accordo per la gestione del personale, in cui tradurre le intese raggiunte nel primo testo, sono i vertici nazionali dei sindacati: il segretario nazionale Uilm Guglielmo Gambardella, il coordinatore nazionale Siderurgia Fiom-Cgil Loris Scarpa e il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò. Il tutto in un’assemblea partecipata, ma svolta a porte chiuse.
Nel testo dell’accordo quadro a garanzia del mantenimento dei diritti e delle tutele per i lavoratori che passeranno dalla multinazionale indiana a quella italo-ucraina vi sono una serie di punti. A tutti i lavoratori interessati dal bacino – circa 800 lavoratori attualmente in Cig a zero ore non impegnati in attività in Jsw – sarà formulata, da parte di Metinvest Adria, una proposta di assunzione. Il meccanismo è quello del licenziamento con riassunzione contestuale, che di fatto assicura un importante sgravio contributivo al nuovo datore di lavoro. Le assunzioni partiranno dal primo semestre del 2026 in coerenza con il cronoprogramma di realizzazione del progetto di riconversione industriale che, presumibilmente, terminerà nel 2028. Verrà applicato il collettivo nazionale metalmeccanico e gli accordi integrativi in vigore in Jsw. Inoltre, saranno riconosciuti l’anzianità di servizio e i diritti acquisiti. Ed è prevista la riqualificazione professionale per accordo sindacale anche con la Regione Toscana.
«Non potevamo far votare ai lavoratori un testo che in alcune parti potrebbe cambiare – spiegano dalle segreterie territoriali Fim, Fiom e Uilm – . Perciò abbiamo chiesto di votare punto per punto le parti che sono vincolanti per esercitare il mandato alla sottoscrizione che ci hanno dato i lavoratori. Tutti aspetti che dovremo ritrovare nel nuovo testo». Tra l’altro la firma dell’accordo quadro, che dovrebbe tutelare di tutti i circa 1. 300 lavoratori attualmente in forza a Jsw, è la condizione necessaria per cui nel pomeriggio si possa fare la firma dell’accordo di programma tra le istituzioni e Metinvest Adria.
Il nodo che si conta di sciogliere nell’arco di una mattinata è la copertura degli ammortizzatori sociali fino a quando arriverà l’assunzione dell’ultimo lavoratore che è parte dell’attuale bacino Jsw. In pratica, si tratta di trovare la formulazione per dare corso al taglio delle aliquote, che è pari al 15 per cento, riconosciuto grazie al decreto-legge 92 del 26 giugno scorso. Soluzione messa in pista per Taranto dal governo, ma che si estende a tutte le aziende in regime di Cig che operano in aree di crisi complessa, qual è la Val di Cornia. La norma, ad oggi, prevede che il beneficio, di cui nel caso piombinese usufruisce Jsw, decada alla fine del 2025.
Lo scenario, al netto delle incognite e della prudenza che suggeriscono la storia degli ultimi dieci anni del polo siderurgico piombinese, sembra volgere al sereno. L’impressione è che si stia per compiere un passo atteso da mesi e ritenuto fondamentale per dare una prospettiva all’acciaio Made in Piombino. Le tessere del mosaico, con fatica, stanno andando al loro posto. Si arriverà alla realizzazione della nuova acciaieria da 2, 7 milioni di tonnellate annue di acciaio di Metinvest Adria, mentre il gruppo indiano Jsw, che si concentrerebbe sulla produzione delle rotaie.