Il Tirreno

Il lutto

Piombino, il grande cuore di Bobbe si è fermato: Anima e roccia a difesa dei diritti

di Cecilia Cecchi

	Una foto di Roberto Toffolutti scattata anni fa con i figli Ruggero e Matteo
Una foto di Roberto Toffolutti scattata anni fa con i figli Ruggero e Matteo

Dopo la morte del figlio Ruggero in Magona, ha fondato con la moglie l’associazione per la sicurezza sul lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO.  Un cuore fatto di rose rosse, girasoli, margherite. E una scritta: “Mai grande come il tuo”. Poi le firme, Matteo, Ruggero e gli altri. Eccolo il saluto al babbo, una roccia fatta d’amore e un simbolo della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ieri è stato un giorno nero per Piombino: ci ha lasciato Roberto Toffolutti, 87 anni. Il “Bobbe”, come lo chiamavano affettuosamente le tante persone che gli volevano bene.

In passato rappresentante di commercio, poi la scelta di entrare alla Dalmine, per poter passare più tempo a casa, dopo la nascita del primogenito Ruggero. Ruggero Toffolutti, il giovane operaio tragicamente scomparso nel 1998 in un incidente sul lavoro alla Magona di Piombino. Una tragedia che segnò profondamente la comunità e trasformò la vita della sua famiglia, spingendo Roberto e la moglie Valeria Parrini Toffolutti, a lungo giornalista della redazione del Tirreno di Piombino, a un impegno instancabile per la tutela dei lavoratori.

A pochi mesi dalla morte di Ruggero i coniugi Toffolutti, insieme agli amici più cari, fondarono l'associazione nazionale "Ruggero Toffolutti" per la sicurezza sui luoghi di lavoro. L'associazione, ancora oggi attivissima, si è posta l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull'importanza della prevenzione degli incidenti e delle malattie professionali. Attraverso eventi, manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, Roberto e Valeria (sempre con lui fino all’ultimo respiro) insieme al figlio Matteo hanno fatto della loro missione un simbolo di resistenza e giustizia, cercando di evitare che altre famiglie affrontassero il dolore che loro stessi avevano vissuto. Motociclista, appassionato di biliardo, cacciatore e pescatore da record, “Bobbe” non è mai stato solo un padre che ha trasformato il proprio lutto in una causa civile.

La sua empatia era evidente in ogni gesto, in ogni parola che sapeva rivolgere a chi soffriva o a chi lottava per i propri diritti. Nonostante il dolore che lo accompagnava, Roberto sapeva ascoltare, tendere una mano e offrire conforto. Una figura capace di costruire ponti tra le persone, con una filosofia di vita ben precisa che guardava oltre l’ostacolo, grazie a una dedizione senza riserve a Dio, alla dignità della vita.

Tra le battaglie dell'associazione da lui fondata, molte hanno riguardato anche la sensibilizzazione verso le istituzioni, con l’obiettivo di migliorare le normative sulla sicurezza sul lavoro. «Non possiamo lasciare che i lavoratori siano considerati numeri o strumenti», era una delle sue frasi più ricorrenti. In un mondo del lavoro sempre più frammentato e spesso segnato dall’indifferenza, Roberto rappresentava un richiamo costante alla responsabilità collettiva. Ecco che la notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione, non solo a Piombino, ma in tutta la Toscana e oltre. In tanti hanno voluto ricordarlo con parole di grande affetto e riconoscenza. «Roberto ci lascia un'eredità importante: l’amore per la natura, il mare e il valore della sicurezza e della dignità sul lavoro». Tutti sottolineano come la comunità abbia perso un uomo che, con il suo impegno, ha saputo dare voce a chi non ce l’ha, ricordando che la sicurezza non è mai un lusso, ma un diritto. «Il suo esempio – si ricorda – resta vivo e deve essere il punto di partenza per nuove lotte e nuove conquiste». La figura di Roberto continuerà a vivere nei progetti dell’associazione a lui legata e nell’ispirazione che ha saputo trasmettere a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Non stava bene da tempo, ma non ha mai ceduto, fino a ieri. La salma resterà alla sala del commiato della Pubblica assistenza in via Gori fino a domani mattina (lunedì 9 dicembre). Alle 13,30, nella concattedrale di Sant’Antimo ci sarà la benedizione prima del trasferimento a Livorno per la cremazione. La mostra fotografica nell’ambito del premio Luca Rossi, nella sede dell’associazione Ruggero Toffolutti, è chiusa per lutto. Non fiori ma solidarietà, questa la richiesta della famiglia, per l’Associazione Ruggero Toffolutti e per la Lega del Filo d’oro. A Valeria, Matteo e ai familiari di Roberto l’abbraccio della redazione del Tirreno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Editoria

In edicola

Il nostro libro su Igor Protti, il direttore Cristiano Marcacci: "Un bellissimo lavoro, che diamo ai lettori in omaggio"

80 Vespa
Vespa compie 80 anni, noi dentro la foresta sacra di Chiusi della Verna: il gran finale del nostro tour – Video
Il reportage

Vespa compie 80 anni, noi dentro la foresta sacra di Chiusi della Verna: il gran finale del nostro tour – Video

di Lorenzo Lombardi