Piombino, operaio cassintegrato deve fare 800 chilometri per avere il premio di 500 euro per una rigidità burocratica
La storia di un cassaintegrato Jsw: «Il modulo va portato a mano»
PIOMBINO. Ottocento chilometri di strada per poter ottenere il premio Una Tantum da 500 euro. E tutto perché il modulo di richiesta per ricevere il contributo deve essere consegnato a mano alla portineria centrale dell’impianto Jsw di Piombino. «Ma a me quei soldi servono: ho due figli piccoli e 500 euro in più in busta paga non sono pochi. Come faccio a spenderne 200 solo per poterlo richiedere?».
A parlare è Giovanni Schisano, 50 anni, lavoratore Jsw (ha iniziato nel 2005 nell’allora Lucchini) che dal 2015 si trova in cassa integrazione. Ma con una famiglia a cui provvedere per lui è stato impossibile continuare a pagare un affitto a Piombino e ha deciso di tornare al paese d’origine della moglie, in Puglia. E oggi si trova di fronte a un bivio: risalire mezza Italia solo per consegnare un modulo oppure rinunciare alla tanto agognata Una Tantum, frutto di un’intesa tra Jsw e i sindacati siglata a metà giugno e destinata a tutti i 1.336 lavoratori di Jsw Steel Italy e ai 118 addetti in forza alla Piombino Logistics.
«Requisito paradossale»
La storia di Schisano è una vicenda come tante tra i lavoratori dell’ex acciaieria Lucchini. Impiegato nel reparto cokeria e poi nel settore dei sottoprodotti, con lo spegnimento dell’Afo-4 nel 2014 per lui è iniziata una parabola discendente. Culminata con la cassa integrazione.
«Abitavo in un appartamento dove pagavo 550 euro di affitto mensile – racconta Schisano – ma nel 2015 è nata la mia primogenita e le spese si sono fatte più pesanti. All’inizio ho provato a resistere, sperando di tornare a lavorare – spiega – ma dopo tre anni ho dovuto fare i conti con la realtà. Non me la sentivo, con una bimba piccola, di licenziarmi e perdere quel poco di sicurezza economica che avevo. Così siamo tornati in Puglia – spiega – dove siamo riusciti a gestire meglio le spese: solo l’affitto costa 200 euro di meno».
Poter ottenere i 500 euro in più previsti dall’Una Tantum rappresenta quindi per lui – e per gli altri nelle sue condizioni – un aiuto di grande peso. «Per questo mi sembra assurdo dover spendere 200 euro di viaggio per fare 800 chilometri e consegnare un semplice modulo», si sfoga il 50enne. Nell’avviso ricevuto da tutti i lavoratori infatti si legge che il modulo per richiedere l’Una Tantum va consegnato «al personale di vigilanza di presidio alla portineria centrale – si legge nella nota inviata dalla direzione risorse umane di Jsw Steel Italy e Piombino Logistics – sottoscrivendo altresì un registro ivi presente dal 22 luglio al 25 luglio compreso. Coloro i quali non potranno consegnare il modulo e sottoscrivere il registro nelle date indicate – si precisa – non potranno accedere al credito alla data del 29 luglio».
Soluzioni in cantiere
La vicenda di Schisano non è un caso isolato: sono tanti i lavoratori ex Lucchini che, ridotti in cassa integrazione, sono tornati ai loro paesi d’origine, a volte anche molto lontano dalla costa toscana. Altri invece hanno avuto problemi diversi: c’è chi in questi giorni in cui bisognerebbe consegnare i moduli per l’Una Tantum si trova a letto malato, o ha gravi problemi familiari o addirittura è ricoverato in ospedale in seguito a un’operazione. Tutti casi che sono stati presi in esame dai sindacati.
«L’afflusso in questi giorni è stato notevole – fanno comunque notare le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm – un chiaro segnale che bene abbiamo fatto a concordare il premio Una Tantum con la direzione del personale che, a sua volta, ha la necessità di aggiornare con la riconsegna del modulo i database dei lavoratori che da tanti anni sono in cassa integrazione fuori dallo stabilimento». Nonostante questo però i sindacati «hanno riscontrato una serie di difficoltà da parte di alcuni lavoratori – ammettono – per queste o simili situazioni non dipendenti dalla volontà delle persone, in accordo con la direzione del personale che abbiamo già incontrato, c’è la disponibilità già da lunedì prossimo a valutare di consentire l’accredito del premio con l’impegno di riconsegnare la documentazione successivamente». Anche Jsw, contattata dal Tirreno, conferma quanto dichiarato da Fim, Fiom e Uilm e garantisce «massima elasticità nel venire incontro ai propri dipendenti con difficoltà a spostarsi per l’erogazione del premio».
Lo spettro delle elezioni
Ma resta un dubbio. E a sollevarlo è l’Unione sindacale di base. «Altre aziende accettano la delega per quei lavoratori che non possono presentarsi a consegnare il modulo – dichiara Simone Selmi, coordinatore provinciale di Usb – perché qui non è possibile? Appare strano che questa necessità di consegna coincida con le date per le elezioni delle nuove Rsu: è logico pensare – conclude – che i sindacati che hanno firmato l’accordo non abbiano contestato questo punto per far sì che ci fosse una più alta affluenza alle urne».
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