Il Tirreno

Seif

Marina militare e link: sentinelle ambientali a supporto della pace

di Giuseppe Boi
Marina militare e link: sentinelle ambientali a supporto della pace

La nostra intervista all’ammiraglio Salvatore Vitiello

28 giugno 2024
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Qual è il ruolo di un marinaio se non quello di creare connessioni? A sottolineare i link che ogni giorno creano le navi e i loro equipaggi non è un uomo di mare qualsiasi, ma l’Ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello: «Aspetto fondamentale della marineria è la capacità di creare collegamenti e interazioni tra diverse realtà geografiche, economiche e culturali».

Insomma, il tema chiave del Seif, il Sea essence international festival organizzato dalla Fondazione Acqua dell’Elba. Come ormai da tradizione, il borgo marinaro di Marciana Marina ospiterà per tre giorni un’occasione di riflessione sul mare, unendo sostenibilità ecologica, ambientale e sociale in un dibattito teso verso nuovi e necessari equilibri. Tema di quest’anno sono, appunto, le “Connessioni”. E di queste abbiamo parlato con Vitiello, elbano di Marina di Campo ora Comandante Logistico della Marina Militare.

Compito della marineria è oggi come in tutta la sua storia creare connessioni, che ruolo ricopre in questo senso la Marina Militare?

«La Marina Militare svolge un ruolo cruciale su più livelli. È essenziale per garantire la sicurezza delle rotte, contrastando pirateria, traffici illeciti e altre minacce e per questo assicura la continuità delle connessioni commerciali e il libero scambio tra nazioni. Un altro aspetto fondamentale è la Diplomazia e la Collaborazione Internazionale: attraverso missioni di pace, esercitazioni congiunte e operazioni di soccorso, la Marina Militare favorisce la cooperazione tra i diversi paesi, creando reti di collaborazione che vanno oltre i confini nazionali. La salvaguardia dell’ambiente marino è un’altra area in cui la Marina Militare è attiva, partecipando a missioni di monitoraggio e protezione degli ecosistemi marini, contribuendo così a mantenere in salute le connessioni ecologiche vitali per il pianeta. Connessioni anche sul fronte Innovazione tecnologica e ricerca. La Marina Militare investe in tecnologia e ricerca, promuovendo lo sviluppo di nuove tecnologie che migliorano la navigazione, la comunicazione e la sicurezza in mare. Questi progressi tecnologici potenziano le connessioni globali. Non da ultimo, il supporto umanitario offerto durante emergenze, calamità naturali, e la promozione di molte iniziative a supporto delle fasce sociali più deboli, dei minori a rischio e dei giovani che gravitano nel circuito penale, dimostrando come le forze armate possano creare connessioni di solidarietà e supporto tra la popolazione».

Quali sono i rischi alle “connessioni” in un momento geopolitico così particolare?

«In un momento geopolitico così complesso, il ruolo del mare si sta rivelando sempre più cruciale. Le dinamiche geopolitiche attuali hanno reso il mare una via di comunicazione economica essenziale, un campo di cooperazione strategica. La protezione delle rotte marittime è diventata una priorità per le nazioni. Se consideriamo, ad esempio, il conflitto Russia-Ucraina, possiamo affermare che si è ha avuto un impatto significativo sulle rotte marittime nel Mar Nero con ripercussioni sui mercati globali. Per difendere le rotte la Marina Militare partecipa a diverse operazioni europee, ad esempio la missione Aspides, un’operazione di sicurezza marittima per la salvaguardia della libertà di navigazione nelle Aree del Mar Rosso, Golfo Persico e Mar Arabico Settentrionale. Ma non solo le rotte: pipeline e cavi sottomarini sono altre infrastrutture chiave che necessitano di protezione e sorveglianza continua. Inoltre, l’uso di droni marittimi sta crescendo. Le Marine di vari paesi, specialmente quelle delle principali potenze economiche, stanno intensificando le loro attività e le loro esercitazioni per proteggere le rotte commerciali da pirateria e terrorismo».

La Marina difende le rotte, ma crea anch’essa connessioni economiche in maniera autonoma?

«Sì, storicamente la Marina non solo ha difeso le rotte commerciali, ma ha anche avuto un ruolo attivo nella creazione e nel mantenimento delle connessioni economiche in maniera autonoma. La Marina ha garantito la sicurezza delle vie marittime, proteggendo le navi mercantili da pirati e altre minacce. Questo ha permesso un flusso continuo di beni e risorse tra nazioni e colonie, facilitando il commercio internazionale. La presenza navale in certe aree ha facilitato la negoziazione di trattati commerciali e alleanze economiche, stabilendo relazioni per il commercio internazionale»

La difesa non si limita alle rotte, ma anche – come già da Lei sottolineato – all’ambiente. Qual è il ruolo della Marina nella ecosostenibilità?

«Con il programma “Flotta Verde”, siamo impegnati attivamente nella promozione e nell’impiego delle tecnologie per il trasporto marittimo sicuro, pulito e sostenibile. Lo scorso maggio è stata varata a Castellamare di Stabia negli stabilimenti Fincantieri, Nave Atlante, unità navale a basso impatto ambientale grazie all’adozione di avanzati sistemi di generazione e propulsione a bassa emissione inquinante (generatori e motori elettrici di propulsione, ndr) e di controllo degli effluenti biologici. La Marina è inoltre coinvolta in operazioni di sorveglianza e protezione delle risorse marine, prevenendo attività illegali come la pesca non regolamentata e l’inquinamento marino e collaborando con istituti di ricerca e organizzazioni ambientaliste per studiare gli effetti del cambiamento climatico. Una delle missioni è la campagna di Geofisica Marina High North con Nave Alliance nelle aree marine polari, con la partecipazione di tutti i principali attori della ricerca nazionale».

Per la difesa dell’ambiente è decisiva la sensibilizzazione della società. Quali sono progetti state portando avanti?

«La Marina partecipa a campagne di sensibilizzazione pubblica, collaborando con scuole, università e organizzazioni ambientaliste per promuovere la consapevolezza sulle questioni ambientali e marittime. Uno dei progetti per esempio, è “Only One” con una serie di conferenze e una mostra itinerante prima su Nave Palinuro e ora su Nave Vespucci, in collaborazione con Marevivo e Fondazione Dohrn per sensibilizzare la popolazione sui temi della transizione energetica, ecologica e alimentare, sul concetto di economia circolare, sull’inquinamento da plastica e sul riscaldamento di mari e oceani. Questi eventi offrono un’opportunità per i cittadini di conoscere da vicino gli sforzi della Marina nella difesa dell’ambiente. Tutto ciò aiuta a creare una maggiore consapevolezza e responsabilità ambientale nella società, contribuendo a una protezione più efficace e duratura dell’ambiente marino».

Lei ha citato l’Amerigo Vespucci, che ora è impegnata nel giro del mondo. Che “connessioni” sta creando per la Marina e per tutto il Paese?

«L’Amerigo Vespucci, la storica nave scuola della Marina Militare Italiana, impegnata in un giro del mondo, sta creando numerose connessioni significative, sia per la Marina che per l’Italia in generale. Varata a Castellammare di Stabia nel 1931, è principalmente una nave scuola, quindi il giro del mondo rappresenta un’opportunità formativa unica per i cadetti della Marina. Ogni porto visitato da Nave Vespucci diventa poi un’occasione per rafforzare le relazioni diplomatiche tra l’Italia e il paese ospitante. La nave è ambasciatrice galleggiante della cultura e della storia italiana, e le visite ufficiali, gli incontri con le autorità locali e le attività culturali contribuiscono a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero. L’andare a vela è un esempio di navigazione sostenibile, in linea con l’importanza crescente della tutela ambientale. Nave Vespucci promuove l’idea di un approccio rispettoso dell’ambiente, sottolineando l’importanza della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di carbonio. Le iniziative e le attività educative a bordo sensibilizzano sia l’equipaggio che il pubblico sui temi ambientali. Con la sua lunga storia e le sue tradizioni marinare, rafforza il legame con il passato e promuove il patrimonio marittimo italiano. Ogni viaggio è un modo per mantenere vive le tradizioni e per ispirare nuove generazioni a conoscere e rispettare la storia navale italiana. Le visite nei porti internazionali possono anche avere un impatto economico positivo, favorendo lo scambio commerciale e attirando l’attenzione su prodotti e tecnologie italiane. La nave può fungere da piattaforma per eventi promozionali e incontri commerciali, contribuendo alla promozione delle eccellenze italiane nel mondo. Il giro del mondo dell’Amerigo Vespucci è molto più di una semplice navigazione: è un viaggio che crea connessioni multiple e significative, arricchendo la formazione dei marinai, promuovendo la cultura e la diplomazia italiana, sensibilizzando sull’importanza della sostenibilità ambientale, celebrando le tradizioni storiche e sostenendo l’economia».

Vuole inviare un saluto alla sua Elba?

«È con immenso orgoglio e affetto che vi mando un caloroso saluto. La nostra isola, con la sua bellezza senza tempo e la sua storia affascinante, continua a ispirare e a riempire i nostri cuori di gioia. Le onde che accarezzano le nostre coste, i profumi della macchia mediterranea e i panorami mozzafiato sono tesori che portiamo sempre con noi, ovunque ci troviamo. Continuiamo a custodire e valorizzare la nostra terra, con l’amore e la dedizione che da sempre ci contraddistinguono. Che l’Elba possa prosperare e rimanere per sempre un simbolo di forza e bellezza».

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