Turismo: Firenze protagonista a Pasqua, ma il trend resta incerto. Caro-carburante, voli e polizze per i viaggi: cosa può succedere
Il capoluogo toscano ha mantenuto il passo di altre grandi capitali della cultura come Roma e Venezia. Parla Irene Floris, presidente settore Turismo di Confartigianato Imprese Firenze
FIRENZE. Il bilancio delle festività pasquali per il settore ricettivo si chiude con un segnale di resilienza, pur con dinamiche diverse rispetto al recente passato. Secondo l’analisi diffusa da Confartigianato Imprese Firenze, l’andamento delle prenotazioni ha visto un deciso recupero finale grazie alla spinta dei flussi last minute, che hanno invertito la tendenza degli ultimi giorni.
Nonostante la ripresa dell’ultima ora, l’associazione rileva che non si è registrato il "sold out" sistematico che aveva caratterizzato il trend del post-Covid, periodo segnato da una crescita esponenziale e costante. Pur in assenza di stime numeriche assolute sull'intera platea delle strutture, il monitoraggio delle realtà associate a Confartigianato evidenzia un mercato che si sta stabilizzando su volumi più fisiologici.
Il primato di Firenze e del turismo culturale
In questo contesto di assestamento, a confermare la propria forza sono le città d’arte. Firenze, in particolare, ha dimostrato un’ottima capacità di tenuta. «Firenze si è salvata bene – spiegano da Confartigianato Imprese Firenze – confermando il suo enorme richiamo turistico. La città beneficia della sua posizione geografica centrale, che la rende una meta estremamente comoda e facilmente raggiungibile da molteplici destinazioni».
Il capoluogo toscano si conferma dunque protagonista del turismo pasquale, mantenendo il passo di altre grandi capitali della cultura come Roma e Venezia. La facilità di collegamento e il prestigio del brand cittadino hanno permesso a Firenze di reggere l’urto, garantendo una boccata d'ossigeno alle imprese del territorio nonostante un mercato meno euforico rispetto alle stagioni precedenti.
Il trend delle prenotazioni
Il trend delle prenotazioni, che fino a tre giorni fa mostrava ancora qualche segnale di movimento con l’arrivo di diversi preventivi, ha subito una brusca frenata in seguito alla diffusione mediatica delle notizie sul caro carburante, che ha alimentato un clima di panico tra i viaggiatori. Al momento la situazione è piuttosto drammatica: l’area del Medio Oriente è a causa del conflitto in corso ferma a zero e anche l’Asia risulta bloccata a causa delle rotte di transito, mentre le agenzie di viaggio continuano a vendere bene il Nord, Centro e Sud America insieme all’Africa, poiché percepite come mete sicure e lontane dai conflitti.
«L’incertezza spinge molti a prendere tempo prima di confermare. La questione dei voli è diventata estremamente complessa, poiché assemblare un pacchetto che includa il trasporto aereo ci esporrebbe a una responsabilità diretta in caso di cancellazioni, costringendoci a rimborsare il cliente di tasca nostra; per questo motivo, abbiamo deciso di vendere esclusivamente i servizi a terra, suggerendo ai clienti di acquistare i voli in autonomia o di aspettare tempi più stabili – dichiara Irene Floris, presidente settore Turismo di Confartigianato Imprese Firenze -. Sul fronte assicurativo si registra un problema critico, già segnalato durante l'ultimo tavolo d’emergenza al Ministero del Turismo: le compagnie hanno sospeso le polizze annullamento per il Medio Oriente e, sebbene le diciture siano vaghe, ci hanno confermato che l'esclusione di fatto colpisce anche mete fondamentali come Egitto e Turchia».
Viaggi: il caso delle polizze
«Le polizze specifiche per eventi bellici che erano in preparazione sono state ritirate a causa dell’alto rischio per gli assicuratori, lasciando come unica opzione l’annullamento tradizionale per motivi di salute documentabili, il che rende impossibile coprire chi vuole rinunciare al viaggio proprio a causa della guerra. Data l’impossibilità di garantire tutele reali in tal senso, abbiamo preferito sospendere la vendita di queste polizze per non dare false speranze ai clienti. Per quanto riguarda invece le mete di prossimità, l'Italia è richiestissima ma i prezzi sono diventati talmente alti da mettere in seria difficoltà le famiglie, mentre tengono bene la Spagna, le Canarie e il Marocco, specialmente per chi sceglie la formula del self-drive o viaggia con la propria auto».
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