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L’appuntamento

Jsw, il governo svela le carte: il tavolo si riapre dopo un anno

Jsw, il governo svela le carte: il tavolo si riapre dopo un anno

Piombino, oggi il vertice al ministero al quale partecipano le istituzioni e i sindacati. Dopo mesi di incertezze si attendono garanzie sul futuro dello stabilimento

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PIOMBINO. È passato un anno dall’ultimo incontro tra i sindacati, la Jsw e il governo. Eppure il mondo che ruota intorno alla fabbrica sembra stravolto.

Una ripartenza mai decollata, gli operai agganciati alla cassa integrazione, pezzi di stabilimento dell’ex area a caldo che nel frattempo vengono demoliti dalle ditte di appalto, mentre il piano industriale di Jsw non è mai stato svelato. In questo contesto precario, tuttavia, la vera novità è rappresentata dall’affidamento della commessa milionaria per la fornitura di rotaie a Rfi, seppur vincolata alla sottoscrizione di un nuovo accordo di programma e al mantenimento degli impegni assunti dall’azienda.

Oggi pomeriggio si parlerà di questo al tavolo convocato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’appuntamento è convocato per le 15 a Roma, nella sede del ministero. Per il Comune di Piombino sarà presente l’assessora al lavoro Sabrina Nigro, visto che il primo cittadino sarà impegnato nei lavori della conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione del rigassificatore. I sindacati saranno rappresentati sia dagli esponenti nazionali sia da quelli locali che, da mesi, chiedevano la convocazione del tavolo per far ripartire una vertenza che ormai da tempo sembra finita in un vicolo cieco. Quello che i sindacati chiedono all’azienda è che finalmente siano onorati gli impegni assunti con l’accordo di programma del 2018, sancito in seguito all’avvento del gruppo indiano alla guida dello stabilimento. Ovvero che sia presentato un piano industriale che preveda il ritorno alla produzione primaria di acciaio. Impegni chiari, tempistiche certe, dunque.

È quello che ci si aspetta dall’azienda, dopo un anno di incertezze, segnato dalla rottura della trattativa per l’ingresso di Invitalia nel capitale del gruppo siderurgico e dalle voci non concretizzate sull’arrivo di nuovi soggetti industriali.

«Nel piano siderurgico nazionale che stiamo predisponendo il sito di Piombino avrà un ruolo significativo».

Così, poco più di un mese fa, il ministro alle imprese e al Made in Italy Adolfo Urso ha parlato di Piombino. Lo stesso ministro del governo Meloni che, in questa fase delicata, ha incontrato il sindaco di Piombino Francesco Ferrari per parlare del futuro del sito produttivo piombinese. Allora quelle parole furono contestate duramente dai sindacati metalmeccanici, che dopo una serie infinita di annunci adesso attendono dei fatti concreti.

«Abbiamo la necessità di fare l’allungamento delle rotaie, di raddoppiare il livello di produzione e di realizzare l’impianto per la tempra – aveva invece spiegato al Tirreno, all’inizio di aprile, il vicepresidente di Jsw Italy, Marco Carrai – I tempi che siamo dati con le istituzioni, che ringrazio per l’efficacia dimostrata in questa fase, è di firmare l’accordo di programma entro l’inizio dell’estate e di sottoscrivere il contratto di sviluppo in modo da sbloccare i primi investimenti nella primavera del 2024».

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