Ortopedia, Giuseppe Lioci nuovo primario
Arriva dall’ospedale di Livorno e subentra a Paolo Gabellieri che continuerà a guidare il reparto di Cecina
PIOMBINO. E’ Giuseppe Lioci il nuovo primario di Ortopedia degli ospedali di Villamarina e Portoferraio.
La delibera con cui la direzione aziendale acquisisce i risultati della selezione praticata per un incarico quinquennale, è già stata firmata. Il tempo di perfezionare il contratto e Lioci lascerà il reparto livornese dove lavora attualmente, per assumere il nuovo incarico. Quarantasei anni a settembre, laureato all’università di Pisa, il nuovo primario subentrerà al dottor Paolo Gabellieri che continuerà a guidare l’Ortopedia di Cecina.
Alle spalle del neoprimario, un curriculum importante ed esperienze consolidate anche sul piano organizzativo (una curiosità: ha fatto parte del team medico del Pisa Calcio nell’era di Francesco Gattuso), maturate pure nella pandemia quando l’Ortopedia livornese, sotto la guida del dottor Antonio Augusti, ha raggiunto un numero significativo di interventi.
Tutte premesse positive, per l’attività che il medico è chiamato a svolgere da questa e dall’altra parte del canale. Dove troverà però uno staff insufficiente. In ciascuno dei due ospedali sono impegnati due dei quattro ortopedici previsti per una copertura H 24. Se le necessità chirurgiche strette (si parla di circa quattrocento interventi ogni anno a Villamarina) possono essere arginate , il discorso cambia per la difficoltà a gestire l’attività ambulatoriale e soprattutto a garantire la reperibilità notturna, festiva e prefestiva. In assenza di nuovi ingressi in organico, in queste situazioni sarà necessario continuare a rivolgersi a Cecina.
Organico più alto ma risicato, nel settore infermieri e Oss. In questo caso si deve ragionare in termini complessivi di area chirurgica, comprensiva di tutte le specialistiche.
I posti-letto allestiti sono sedici nella degenza breve (si entra il lunedì e il venerdì si è dimessi) e 32 per la degenza prolungata.
Sei infermieri in turno, quattro e due rispettivamente nel primo, nel secondo e nel notturno, e sette Oss. E’ sufficiente un’assenza per rompere gli equilibri e incidere sul servizio. Anche in mancanza di eventi straordinari come quello della pandemia. E’ di questi giorni la notizia del forfait di una quarantina di infermieri tra i presidi di Cecina e Piombino causa Covid.
«In molti casi, negli ospedali e nelle attività territoriali la coperta é troppo corta a prescindere dal virus», hanno più volte sottolineato i sindacati insieme allo stress e alle difficoltà che gravano sugli operatori e quindi sulle prestazioni.
Intanto, rispetto alle segnalazioni giunte in redazione, è ancora da capire come l’Asl intenda affrontare il problema di Dialisi, a cui si rivolgono una sessantina di pazienti. Solo due medici, uno al mattino, uno al pomeriggio, contro gli almeno 4 necessari a coprire turni, annessi e connessi. Fino a qualche tempo fa erano tre. L’Asl aveva fatto sapere di avere l’obiettivo, anche nella Nefrologia e Dialisi, «di garantire il mantenimento di un’offerta sanitaria adeguata e di qualità, la più vicina possibile ai cittadini» e «di compiere tutti gli sforzi possibili per il reclutamento di nuovo personale». Le difficoltà di reclutamento in tutti i centri dialisi stanno spingendo alla elaborazione di nuove modalità di organizzazione che includono la telemedicina.
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