Dal sondaggio Confesercenti emergono dati sconfortanti
I pubblici esercizi hanno sofferto meno grazie alla clientela più giovane Ma negozi di abbigliamento e beni durevoli fanno registrare un forte calo
portoferraio
Confesercenti lancia un sondaggio on line a cui possono partecipare tutte le attività commerciali. «Un’iniziativa che facciamo solitamente tra i nostri associati per inquadrare le eventuali difficoltà del settore. A maggior ragione quest’anno, con una stagione segnata dal Covid 19 come invitiamo a partecipare tutti i commercianti isolani– dichiara il presidente dell’associazione Franco De Simone –, il sondaggio ha lo scopo di poter procedere ad una serena analisi sulle problematiche del commercio locale e quello di individuare strumenti e linee di intervento per sostenere le attuali difficoltà del settore». Il sondaggio è disponibile già da alcuni giorni al link https://forms.gle/1rPvHKbu5uVmHU85A e l’associazione invita tutti gli imprenditori commerciali dell’isola a collegarsi e a fornire le proprie impressioni. «Il questionario - continua De Simone – è assolutamente anonimo e partecipare non comporta nessun successivo contatto o raccolta di informazioni personali». Nel frattempo dalle prime risposte pervenute emerge un commercio in grossa difficoltà. Si tratta di prime impressioni non positive per quanto riguarda le vendite delle varie categorie commerciali. L’impressione è che ristoranti pizzerie e bar quest’estate abbiano avuto numeri diversi da quelli delle altre categorie commerciali. E’ stata una stagione partita in ritardo a causa della pandemia, con una massiccia presenza di giovani. Per quanto riguarda la clientela, numericamente non sembra andata male, ma il dato negativo è quello dell’incasso. «Probabilmente – è la prima sensazione di Confesercenti - chi è venuto all’Elba non ha speso o ha speso poco». I primi dati, anche se riferibili a semplici elementi percettivi, risultano infatti impietosi. A fronte di un moderato cambio di clientela (più giovani e meno turisti stranieri) le performances nei settori del commercio sono state sostanzialmente negative. I giovani hanno mitigato una parziale assenza degli stranieri per quanto riguarda i pubblici esercizi, non è stato così per le vendite negli altri settori commerciali che per gli attuali intervistati sono calate in maniera consistente (dal 20 al 30%), soprattutto nei settori dell’abbigliamento e dei beni durevoli. Le prime sensazioni non sono dunque positive per il commercio che oltre alle dolenti note legate al lockdown vede la conferma di una tendenza alla crisi in atto già da diversi anni e che all’Elba, viene solo parzialmente mitigato dalla stagione turistica. Le cause sono le solite, in primis il forte incremento del commercio elettronico che è in mano alle grandi internet company (Amazon e tutto il resto). Appena ci sarà un numero congruo di risposte al sondaggio, Confesercenti tirerà le fila. «Chiediamo elementi che comunque daranno una risposta in una senso o nell’altro - se il dato fosse in negativo sarà la conferma di un tendenza in atto , in alcuni ambiti, da diversi anni. Procederemo ad un’analisi approfondita su come affrontarlo. Una riposta potrebbe essere quello di una più incisiva formazione, che dia la capacità di usare nuovi strumenti, per aprirsi alla possibilità delle evoluzione del commercio, in senso ampio, in un confronto con le istituzioni per ottenere benefici ed agevolazioni per i settori in difficoltà». —
antonella danesi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
