Il Tirreno

ambiente 

Temperature basse e tanta pioggia Per le uova di tartaruga schiusa a metà ottobre

Cecilia Cecchi
Il nido di Baratti con (a destra) il cratere lasciato dal fiume d’acqua di domenica 20 settembre
Il nido di Baratti con (a destra) il cratere lasciato dal fiume d’acqua di domenica 20 settembre

A Baratti un fiume d’acqua deviato dal titolare del bagno Stefano Gualerci (Wwf): «Costanti controlli di TartAmare»

2 MINUTI DI LETTURA





Cecilia Cecchi / BARATTI

Passato il primo temporale della settimana e il sole “cova” le uova di tartaruga marina sia a Baratti (dove valida è stata l’azione dei confinanti balneari che hanno evitato il peggio) e Rimigliano.

Anche se per tutto il pomeriggio di domenica scorsa la situazione è stata diversamente preoccupante con i volontari a controllare costantemente tutti e due i nidi.

Reggono, nonostante tutto, le incubatrici scelte quest’anno dalla tartaruga marina: la spiaggia di Baratti, la notte di San Lorenzo. Valido che il nido, dal sito originale sotto Demos, sia stato poi spostato in area più sicura, vicina alla duna. Sembra portare bene anche l’equivalente scelta per le uova deposte quasi in contemporanea a Castiglioncello: da “Cala Santa Lucia” (a 8 metri dal mare) sono state traslocate a Rimigliano, proprio dove lo scorso anno ne sono nate una settantina di mini tartarughe (58 nel 2018, deposizione a giugno, al Nido dell’aquila, ancora Rimigliano). Sempre turni di controllo tra militari della guardia costiera, polizia municipale e soprattutto volontari Wwf, da subito in tandem con rappresentanti dell’Osservatorio toscano biodiversità – l’associazione TartAmare di Grosseto.

Come detto meno problemi segnalati a Rimigliano dove la pioggia forte non ha provocato nessun allagamento e il mare non è mai stato così mosso da creare possibile disagio ai baby rettili. Altra storia a Baratti: qui un paio d’ore di pioggia forte hanno provocato un crollo dell’ingresso alla spiaggia dal pratone e un vero e proprio fiume d’acqua verso il mare.

Ha contato l’azione di Mauro Bertini ovviamente qui per controllare la situazione del Bagno Baratti: «Le piogge sono sempre un disastro – ricorda – ed anche stavolta i problemi ci sono stati». Ma avete pensato anche a salvare le uova di tartaruga...«Non esageriamo – sorride Bertini –. Come sempre, quando piove, la costa frana e si crea una cascata d’acqua che diventa fiume. Abbiamo cercato di fare un’argine di sabbia per deviare l’acqua: è tutta l’estate che non perdiamo d’occhio il nido». Dunque “a fiancheggiare l’azione dei volontari almeno sino a fine settembre dal bagno e fino a ottobre dall’annesso bar “StareBene”.

Prima bufera, meteo in picchiata. È toto schiusa.

«TartAmare – spiega Stefano Gualerci vice presidente Wwf Livorno – sta tenendo sotto controllo le temperature, che sono basse, ma tutto procede. Secondo una prima stima per la schiusa si va alla metà di ottobre per Baratti. Per Rimigliano? Finora le temperature sono più alte, sabbia diversa, umidità diversa. Aspettiamo di vedere cosa succederà finito il tempaccio di questa settimana». Dunque, poi, informazioni valide pure per stabilire da quando cominciare col controllo h 24 in attesa del “cratere”: segno dell’inizio della schiusa delle uova e della nascita delle baby tartarughe marine.

Natura permettendo. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Campiglia, si accascia a terra davanti ai colleghi: muore operaio

di Redazione Piombino
Speciale Scuola 2030