Il Tirreno

Montecatini

In allenamento con quattro big

Elena Guerri
La campionessa Edita Pucinskaite
La campionessa Edita Pucinskaite

Intervista a Pucinskaite, Maggini, Ratto e Borchi

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 MONTECATINI. Un giro in bicicletta con Edita Pucinskaite, Elisa Maggini, Rossella Ratto e Alessandra Borchi: le cicliste "di casa" di passato, presente e futuro. Abbiamo intervistato le ragazze durante un allenamento sulle strade della Valdinievole e non è stato facile tenere il passo di queste professioniste accomunate dall'amore per le due ruote. Quattro storie, quattro vite dedicate a uno sport spesso sottovalutato. Ma loro hanno contribuito alla fama positiva della disciplina.  Edita Pucinskaite. Lituana, ma residente a Monsummano da più di dieci anni, soprannominata Peter Pan per le sue doti di scalatrice, ha ottenuto ben 98 vittorie in carriera, ipotecando una maglia gialla nel 1998, una maglia iridata nel 1999 e due maglie rosa nel 2006 e nel 2007. Ha appeso la bici al chiodo l'anno scorso. «Adesso mi occupo dell'ufficio stampa della Gauss RDZ Ormu Unico - spiega - e sono presidente onoraria e consigliere della Avis di Pistoia. Sono altresì molto impegnata nella promozione del ciclismo femminile e in iniziative benefiche legate alle due ruote».  Elisa Maggini. Fiorentina di nascita, classe 1982, racconta: «Ho iniziato a correre nel 1995. La mia prima esperienza è stata il 25 aprile dello stesso anno sotto un diluvio universale. Grandinava. Non so davvero come abbia trovato il coraggio di risalire in sella. Ho militato nella Nuova Sfinge, nel Club Emanuela, nel Vaiano, nel Giglio Toscano e nella Michela Fanini. Vittorie direi poche. Ho conquistato qualche podio nei campionati italiani di pista. Quando ho deciso di smettere di gareggiare stavo frequentando la facoltà di Scienze Motorie. Il mio destino era nel mondo dello sport. Inoltre Giugni, anima del Veloclub Vaiano, nel 2006, mi ha convocata per allenare la sua squadra di donne Junior. Adesso, per la sesta stagione consecutiva, sono sempre diesse di questo team. Ho 13 atlete e ormai da due anni, siamo nelle Elite. Per il futuro a breve termine puntiamo a fare molto bene al Giro della Toscana, visto che siamo in casa».  Rossella Ratto. Innamorata del ciclismo sin da bambina, adottata dal Gs Giusfredi di Massa e Cozzile, ma di origini torinesi, ha stupito tutti con la duplice vittoria dell'europeo junior. La giovanissima e longilinea atleta rappresenta una delle speranze del futuro ciclistico italiano ma pensa anche ad altro. «Oltre alla bici - confessa - ho diversi progetti al di fuori, infatti sto studiando lingue straniere. Vorrei sfruttare i miei studi per aprire un agriturismo in Spagna oppure mi piacerebbe intraprendere una carriera da reporter. L'importane è viaggiare. Preferisco avere sempre più di una porta aperta, anche se l'intenzione principale è quella di continuare a impegnarmi sulla bicicletta per raggiungere grandi risultati».  Alessandra Borchi.La professionista pistoiese sa perfettamente cosa significhi essere una Elite. «Io ho iniziato a 12 anni - dice - in una società di Agliana. La passione mi è stata trasmessa da mio nonno e da mio padre. Durante le vacanze estive mi portavano sempre a vedere i mondiali dei professionisti in giro per il mondo. I lati positivi del ciclismo femminile sono molti: ti fa vivere a 360 gradi, ti permette sia di girare il mondo, sia di conoscere molteplici culture e svariati modi di vivere. Purtroppo negli ultimi anni è in difficoltà. Sto aspettando che si concretizzino i miei progetti per il futuro. Vedremo».

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