Lavoro
È morto Osvaldo Rinati, addio al re dei brigidini di Lamporecchio – Il mondo conquistato con i dolci
La scomparsa dell’imprenditore segna la fine di una stagione fondamentale per la tradizione dolciaria locale, lasciando un’eredità fatta di innovazione, lavoro e un legame indissolubile con la comunità di Lamporecchio
La comunità di Lamporecchio e il mondo dell’imprenditoria dolciaria toscana sono in lutto per la scomparsa di Osvaldo Rinati, morto mercoledì 3 giugno. Figura centrale della storica azienda di famiglia, Rinati è ricordato come l’uomo che ha saputo traghettare un sapere antico verso la modernità, trasformando una piccola attività artigianale in una realtà industriale conosciuta in Italia e all’estero.
Il ricordo
La famiglia e l’azienda lo hanno salutato con parole cariche di affetto: «Lo vogliamo ricordare così: come una persona buona, altruista e dolce, ma soprattutto per la dedizione e la passione verso il lavoro. Grazie a lui, alle sue intuizioni e alla sua dote imprenditoriale, l’azienda Rinati si è trasformata da piccola attività artigianale a una realtà industriale».
L’eredità di un innovatore: dal torrone morbido alla “giostra” dei Brigidini
A Osvaldo si devono alcune delle intuizioni che hanno reso celebre il marchio Rinati: il torrone morbido, la celebre “giostra” dei Brigidini e quel profumo di anice che da decenni accompagna le strade di Lamporecchio. La famiglia lo ricorda come l’uomo che ha saputo dare forma industriale a una tradizione secolare: «A lui si devono il nostro Torrone morbido, la “giostra” dei Brigidini e quel profumo di anice che da sempre abbraccia le strade di Lamporecchio».
Una storia familiare lunga oltre un secolo
La storia della Rinati Srl affonda le radici agli inizi del Novecento, quando Ippolito e Maria Nannini iniziarono a vendere brigidini come commercianti itineranti. Prima una bicicletta, poi un barroccio trainato da un cavallo e infine un camioncino Fiat 501 permisero alla famiglia di raggiungere nuove piazze e ampliare la produzione. Il passaggio decisivo arrivò però con Osvaldo, figlio di Lola e Fortunato Rinati: fu lui a progettare, insieme a un meccanico esperto, la prima macchina automatica per la produzione dei Brigidini, capace di aumentare i volumi e portare il prodotto oltre i confini regionali.
Un’azienda moderna con lo sguardo al mondo
Oggi la Rinati Srl conta due stabilimenti, uno dei quali interamente dedicato alla produzione senza glutine di torrone e Brigidini. L’80% della produzione riguarda le linee a marchio proprio, mentre il restante 20% è destinato alle private label. I prodotti sono distribuiti nella grande distribuzione italiana e raggiungono anche mercati europei ed extraeuropei, che rappresentano circa il 10% del fatturato.
I prodotti simbolo
- Brigidino di Lamporecchio — nato nel Medioevo da una rivisitazione dell’ostia cristiana, oggi è il dolce identitario del paese. Rinati produce la versione tradizionale, quella al cioccolato e detiene l’esclusiva per la produzione senza glutine.
- Torrone morbido e friabile — dai Bocconcini alle stecche, fino al Morettino ricoperto di cioccolato e ai torroncini aromatizzati (pistacchio, caffè, arancia, limone, fondente e latte).
- Cenci toscani — il classico dolce di Carnevale, croccante e leggero, conosciuto in Italia con mille nomi diversi.
- Cialde di Montecatini — due cialde sottili che racchiudono una pasta di mandorle, perfette con gelato, vinsanto o frutta fresca.
Un addio che lascia un segno
La scomparsa di Osvaldo Rinati priva Lamporecchio di una figura che ha saputo unire tradizione e innovazione, portando un prodotto identitario come il Brigidino a essere conosciuto ben oltre i confini toscani. Un imprenditore che ha trasformato un sapere familiare in un patrimonio collettivo.
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