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Lamporecchio, morti nell’alluvione: si fa luce sulle condizioni del ponticino

di Luca Signorini

	Il ponticino in pietra spezzato in due e l’auto dei coniugi ritrovata a San Pantaleo di Vinci (foto Nucci)
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Il ponticino in pietra spezzato in due e l’auto dei coniugi ritrovata a San Pantaleo di Vinci (foto Nucci)

Una trentina le persone chiamate a testimoniare. Imputati l’ex sindaco ed ex vice di Lamporecchio e un dirigente comunale. Ammessa la lista dei teste come chiedevano pm e parte civile

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LAMPORECCHIO. Entra nel vivo la fase dibattimentale del processo che vede imputati del reato di omicidio colposo l’ex sindaco e l’ex vicesindaco di Lamporecchio, Alessio Torrigiani e Daniele Tronci, e il funzionario ai lavori pubblici e alla protezione civile dello stesso Comune, Simone Innocenti, per la morte dei coniugi Antonio Madonia e Teresa Perone - 70 e 65 anni all’epoca dei fatti - avvenuta il 2 novembre del 2023, inghiottiti dalla piena con la loro auto durante l’alluvione che ha sconvolto il nostro territorio e soprattutto la piana tra Pistoia e Prato, facendo in tutto dieci morti.

Nell’udienza di lunedì scorso 2 novembre - a tre anni esatti da quei tragici fatti - il giudice monocratico ha ammesso la lista dei teste presentata da tutte le parti in causa, pubblico ministero (il titolare delle indagini è Luigi Boccia), difesa degli imputati e parti civili (cioè la famiglia della coppia). A gennaio i primi ad essere sentiti saranno i figli delle vittime, Isabella e Alessio Madonia, poi via via tutti gli altri, un esame che dovrebbe concludersi nel prossimo mese di aprile (sono una trentina le persone da sentire).

Fatto rilevante nel proseguo del procedimento giudiziario: le difese di Torrigiani, Tronci e Innocenti avevano chiesto infatti di depennare diversi nomi dalla lista dei teste, in quanto a parer loro il dibattimento doveva concentrarsi solo sull’opportunità o meno durante l’alluvione di chiudere la strada dove Madonia e Perone hanno trovato la morte.

Diversa invece la posizione della pubblica accusa e della parte civile (rappresentata dall’avvocato Gilberto Giusti del Foro di Firenze), che invece chiedono di fare piena luce anche sullo stato generale dei luoghi e sulle condizioni di stabilità del ponticino in pietra venuto giù sotto la burrasca portandosi dietro, nella piena del torrente, l’auto con marito e moglie.

Il dramma si è consumato tre anni fa in via Podere Vitetto, percorsa dai coniugi per arrivare ad attraversare il ponticino in pietra sul fosso di Greppiano a bordo della loro Ford Fusion, prima di essere travolti dalla piena e inghiottiti dal fiume a causa del crollo della struttura. L’auto fu trascinata per diversi chilometri, per poi essere ritrovata l’indomani nella località di San Pantaleo a Vinci, schiacciata e piena di fango, un ammasso di ferraglia distrutta. Poi furono ritrovati i corpi senza vita dei due coniugi, in posti diversi a circa un chilometro e mezzo dal luogo della tragedia. Quella sera Madonia, macellaio in pensione, e Perone, erano a cena dalla figlia, residente a Ponte Buggianese. Nonostante le sue insistenze, decisero di non fermarsi per la notte ma di rincasare.

L’ex sindaco Torrigiani (oggi consigliere comunale di opposizione a Lamporecchio) è imputato in qualità di autorità territoriale di protezione civile nel 2023, quando era ancora in carica, Tronci come assessore delegato alla protezione civile, ambiente e territorio e componente del Centro operativo comunale attivato lo stesso 2 novembre, nonché referente per la segnalazione delle emergenze, mentre il dirigente Innocenti quale responsabile della protezione civile del Comune di Lamporecchio e coordinatore dello stesso Centro operativo comunale.

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