Il Tirreno

Montecatini

La tragedia

Disastro ferroviario in Spagna, un montecatinese scampato per miracolo: «Mio figlio doveva essere su quel treno»

di Simona Peselli

	Lorenzo Michelozzi a destra, a lato l'incidente
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Lorenzo Michelozzi a destra, a lato l'incidente

Lorenzo Michelozzi, 30 anni, non è partito per un imprevisto familiare e si è salvato

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MONTECATINI. Ventiquattro ore che decidono chi vive e chi muore. Doveva essere sul treno deragliato in Spagna, proprio nella carrozza dove si sono verificati più decessi. Soltanto per un piccolo imprevisto Lorenzo Michelozzi, 30 anni, figlio del giornalista valdinievolino Andrea Michelozzi, è scampato all’incidente. Perché Lorenzo quel treno non lo ha preso. Un cambiamento di programma che sul momento poteva sembrare soltanto una necessità familiare e che, alla luce di quanto accaduto, ha assunto per lui e per i suoi cari un significato completamente diverso.

Il racconto

«Mio figlio – racconta Andrea – doveva essere a bordo dell’Iryo 6067 per rientrare a casa in Andalusia. Doveva essere seduto nella carrozza numero due, quella che non esiste più, perché nello scontro con l’Ave di Renfe la numero uno è entrata nella seconda. Improvvisi impegni di famiglia lo hanno indotto ad anticipare il rientro a Siviglia alla sera precedente. È stato un autentico miracolo». Lorenzo Michelozzi si trovava a Madrid per un evento di Iab, in vista di un appuntamento di cui è il chairman: il FED España 2027, che si tiene al Palacio de la Prensa di Madrid. «Io e Lorenzo – continua Andrea – viaggiamo spesso su questa linea, che in nove mesi ha registrato la morte di più di cento persone a causa di incidenti ferroviari».

Chi è

Lorenzo ha 30 anni ed è amministratore di DmeComunicaciones, che realizza eventi sui media e sul digitale in Europa. «Il biglietto costa circa 45 euro – spiega Andrea –. Anche se sono originario della provincia di Pistoia, dal 2016 viviamo a Chiclana de la Frontera, in provincia di Cadice. Per motivi di lavoro sicuramente riprenderemo il treno, perché per arrivare a Madrid da Siviglia è senza dubbio la soluzione più semplice, rapida e comoda. Come è avvenuto dopo la tragedia di Adamuz, ogni volta che passeremo da quei luoghi il dolore e le emozioni saranno molto, molto forti».

«Lorenzo è molto scosso da ciò che è accaduto, perché è una vicenda che colpisce persone che si muovono per lavoro o per motivi familiari. Avendo una figlia di quattro anni e mezzo, si è veramente spaventato. Il nostro dolore è profondo e sincero: in Spagna sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale e tutte le attività sono state cancellate».

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