Vellano, dalla bellezza al degrado tra erba alta e rami nelle strade – «In ordine solo i tratti curati da residenti»
Appello al Comune, il circolo minaccia di disertare la cerimonia del 22 luglio: «Non c’era mai stata una situazione del genere a luglio con la stagione turistica in piena attività»
PESCIA. Il verde, le fronde degli alberi, l’erba e i fiori: tutti elementi bellissimi, ma che a volte possono diventare un problema, sia di natura estetica che pratica. È il caso di Vellano, dove la crescita incontrollata delle piante, unita ad altri problemi come rifiuti o pavimentazioni rovinate portano bruttezza e pericoli in quello che è un gioiello del territorio. A protestare, chiedendo l’intervento del Comune con una lettera al sindaco Riccardo Franchi e agli assessori Luca Tridente e Matteo Leggio è, a nome del paese, Paolo Biagini, presidente del circolo ricreativo e culturale “Sandro Maltagliati”, punto di riferimento del borgo collinare.
«Duole constatare, sotto tutti i punti di vista – ha scritto Biagini – che nonostante la nostra precedente accorata comunicazione con la quale si manifestava il disagio di tutta la popolazione per l’incuria riservata alla frazione e all’intera montagna e dove, contemporaneamente, si dichiarava come circolo la disponibilità alla collaborazione, il paese di Vellano versi ancora nel più profondo stato di abbandono e di degrado, con le strade sudice, piene di rovi ed erbacce, il lastricato smosso in tanti punti, le piante da potare e i polloni da tagliare per consentire il parcheggio delle auto e per mettere in sicurezza le linee elettriche, che ormai fanno corpo unico con i rami delle piante rappresentando un reale e costante pericolo. Se a questo poi si aggiunge anche la drammatica situazione nella quale versano le strade provinciali dove è quasi impossibile transitare, emerge un quadro complessivo veramente al limite della sopportazione, fortemente denigrante, poco rispettoso e offensivo per chi ha scelto di continuare a vivere nei paesi della montagna».
«Pur andando alla ricerca nella memoria storica – prosegue il presidente del circolo – non si era mai vista una simile situazione come l’attuale a luglio avanzato, con la stagione turistica in piena attività, creando non pochi problemi di immagine e contenuti alle aziende che con coraggio, resistono e operano nel settore e che non trovano le parole per giustificare tale degrado. Solo alcuni tratti delle strade all’interno del paese sono in ordine e ciò è dovuto alla buona volontà e al lavoro volontario degli abitanti che, in maniera associativa o singolarmente, si sono fatti carico del problema e sono intervenuti senza tanti discorsi. Perché i discorsi non servono più: occorrono i fatti e mai come ora sono indispensabili per restituire dignità e decoro ai paesi e a chi li abita».
E i fatti si tradurranno da una parte nella mobilitazione dei paesani per cercare di rimediare a queste carenze e, dall’altra, se non accade nulla, nel non prendere parte alla cerimonia della memoria in programma a Vellano tra 10 giorni: «Il circolo – riprende Biagini – si fa interprete e condivide la vibrante protesta di tutta la popolazione e pone, nuovamente, alla vostra attenzione, la necessità di un intervento rapido e risolutivo, facendosi a sua volta, partecipe di ulteriori interventi e tra questi la sistemazione delle panchine in ferro dei giardini pubblici, di quelle in legno di piazza del Convento e il taglio dell’erba nella strada che conduce alla chiesa. Questi lavori saranno eseguiti da paesani volenterosi, soci del circolo, a regola d’arte e con la massima attenzione alla sicurezza e all’ambiente. Fermo restando la situazione attuale e se non verranno eseguiti i lavori indispensabili nell’intero paese, il circolo con la sua storia, i suoi associati e con tutto ciò che rappresenta a livello paesano e della montagna, non prenderà parte alla cerimonia ufficiale della commemorazione delle vittime dell’eccidio nazifascista del 22 luglio. Riteniamo non sia giusto invitare il popolo e le autorità in un paese così abbandonato e degradato. Rimaniamo comunque sempre disponibili per partecipare ad ogni incontro che riterrete utile per risolvere la situazione così come riteniamo giusto che, chi amministra, dovrebbe dare spiegazioni pubbliche in un’assemblea paesana».
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