Montecatini, diffamato nel servizio in tv. La sentenza: sarà risarcito
Accusato di occupazione abusiva di un’abitazione: ma non era lui
Montecatini La questione delle occupazioni abusive negli appartamenti di Montecatini - il noto “sommerso” che potrebbe portare a episodi di criminalità e all’abbandono dei rifiuti da parte di persone sconosciute all’anagrafe e a chiunque - finisce prima in una trasmissione televisiva, cioè il programma di Rete 4 “Fuori dal coro”, che tante volte si è occupato delle cronache cittadine, soprattutto di nera, poi però approda anche in Tribunale a Pistoia, con esiti infausti per chi ha denunciato a onor di telecamera, ovvero il proprietario dell’abitazione dove si sarebbe consumata l’occupazione abusiva.
I reati denunciati e a questo punto acclarati - vista la sentenza emessa lunedì dal Tribunale monocratico (giudice Barbara Floris) - sono quelli di diffamazione a mezzo stampa e anche di sostituzione di persona, che hanno portato tra l’altro al risarcimento dei danni in favore della parte offesa.
In questa storia omettiamo le generalità dei protagonisti per non rendere riconoscibile soprattutto la vittima - difesa dall’avvocato Silvia Natali del Foro di Pistoia - che già ha passato periodi non proprio sereni visto che il suo documento d’identità, con foto, nome e cognome, era stato mostrato appunto in televisione, indicando questa persona come l’autore dell’occupazione abusiva.
In realtà era tutto falso: erano stati utilizzati indebitamente i suoi documenti, la vittima infatti non aveva neppure mai visto né aveva mai fatto alcun contratto di affitto col proprietario dell’appartamento protagonista della vicenda, ciò nonostante era stato fatto passare per persona disonesta che appunto occupava in maniera illecita l’alloggio a Montecatini. A sua insaputa e ai suoi danni, quindi, ne erano stati utilizzati i documenti, facendolo passare per l’affittuario dell’appartamento occupato da altra persona non in regola coi documenti. Da qui la condanna del proprietario dell’immobile al risarcimento del danno per diffamazione a mezzo stampa e per sostituzione di persona.
Così l’avvocato Natali: «La vicenda da un lato vale a denotare la facilità con cui molte persone per raggiungere più celermente gli scopi si avvalgono oggi di trasmissioni televisive certamente utili purché non vengano strumentalizzate fornendo notizie non veritiere o a fini illeciti, dall’altro la pericolosità della massima diffusione di notizie e video o sul web che, come in questo caso, possono purtroppo anche risolversi nella diffamazione di persona perbene ed estranea ai fatti mandati in onda e diffusi».
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