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Scomunicato per eresia e scisma, ma fa proseliti (anche sui social): la nota ufficiale della Diocesi di Pescia

di Redazione Montecatini

	Alessandro Minutella quando era ancora un sacerdote
Alessandro Minutella quando era ancora un sacerdote

La ferma posizione: «Non è autorizzato a svolgere attività pastorali, di predicazione o di catechesi in nome della Chiesa»

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MONTECATINI. Tante persone domenica 14 giugno in un fondo in disuso all’ex Terminal Bus di Montecatini per un momento di preghiera con Alessandro Minutella, orazione in latino e predica. Solo che Minutella non è più un sacerdote: prete a Palermo, è stato scomunicato per eresia e scisma dopo essersi scagliato contro la Chiesa di papa Francesco e l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Lui però continua nella sua opera di proselitismo sui suoi canali social (i video si trovano su YouTube) e di persona, come appunto accaduto domenica in città.

La nota della Diocesi

Sul caso arriva la ferma posizione della Diocesi di Pescia: «Il signor Alessandro Minutella, già presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo, è incorso nella scomunica per il delitto di scisma ed è stato successivamente dimesso dallo stato clericale. Pertanto non esercita alcun ministero nella Chiesa cattolica e non è autorizzato a svolgere attività pastorali, di predicazione o di catechesi in nome della Chiesa. Si ricorda inoltre che il cosiddetto “Piccolo Resto”, promosso da Alessandro Minutella, non è in comunione con la Chiesa cattolica e non costituisce una realtà ecclesiale riconosciuta dall’autorità della Chiesa. Le iniziative ad esso riconducibili non possono essere considerate espressione della vita e della missione della Chiesa cattolica».

«Al fine di custodire la comunione ecclesiale – prosegue – si invitano i fedeli a non prendere parte a incontri o altre iniziative promosse da Alessandro Minutella o dal cosiddetto “Piccolo Resto”, evitando di favorirne la diffusione e l’organizzazione. La Diocesi di Pescia rinnova l’invito a vivere la fede cattolica nella piena comunione con il Santo Padre, con il Collegio dei Vescovi e con i legittimi Pastori della Chiesa».

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