Calzaturiero in crisi, l’allarme della Cgil: «Ordini ridotti, distretto a rischio»
Una cinquantina le micro imprese fino a 5 dipendenti tra Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano
Monsummano Sono rimaste una cinquantina di micro imprese fino a cinque dipendenti tra Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano, cuore del distretto calzaturiero «patrimonio di competenze professionali, artigianalità e know-how costruito in decenni di attività produttiva», come sottolineano dalla Cgil. Un distretto che però è a rischio, «nessun evento traumatico ma uno scivolamento verso il basso in atto ormai da anni», dice Emiliano Silvestri della Filctem Cgil Pistoia-Prato. Il sindacato lancia l’allarme: il comparto soffre, non da ora, ma è il momento di intervenire per tentare di salvare il salvabile.
«Occorrono strumenti concreti di sostegno alle imprese e ai lavoratori del comparto: incentivare innovazione e transizione produttiva; tutelare l’occupazione incrementando la disponibilità di ammortizzatori sociali; investire nella formazione professionale e nel ricambio generazionale specialmente nel settore artigiano dove gli ammortizzatori sociali, per alcune aziende, stanno per terminare», viene evidenziato. Perché la differenza tra artigianato e settore industria (nel distretto resistono una trentina di realtà più grandi) sta proprio nella possibilità di aderire a cassa integrazione e strumenti similari di sostegno al reddito e all’occupazione delle maestranze in organico.
I motivi della crisi progressiva che perdura sono da ricercare nel continuo calo degli ordinativi dalle grandi griffe della moda (in Valdinievole ci sono fornitori di prima, seconda e terza fascia, a seconda dell’articolo prodotto), all’aumento dei costi di produzione (spese legate all’energia e in generale le bollette picchiano duro) e alla crescente concorrenza sia nazionale che internazionale (Portogallo e Slovenia in primis).
Ancora Silvestri: «Negli ultimi anni numerose aziende della filiera - tra calzaturifici, tomaifici, laboratori artigiani e imprese dell’indotto - hanno registrato una significativa riduzione del lavoro, con conseguenze pesanti sul piano occupazionale e produttivo. A incidere sono stati l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e la contrazione dei consumi trainata dalla diminuzione della domanda da parte di note griffe». «La difficile situazione che sta attraversando il distretto di Monsummano Terme desta forte preoccupazione tra lavoratori e imprese – prosegue – si tratta di uno dei comparti storici dell’economia della Valdinievole, che per decenni ha rappresentato un’eccellenza manifatturiera toscana nel settore della calzatura. Il distretto ha infatti rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento per la qualità della manifattura calzaturiera toscana e italiana, contribuendo in maniera determinante all’economia locale e all’occupazione di centinaia di famiglie». Insomma un comparto strategico che va difeso, «devono essere attivati interventi tempestivi per evitare ulteriori chiusure e perdita di posti di lavoro», ribadisce ancora il sindacalista che rivolge un appello pubblico per difendere queste aziende e i lavoratori.
Nessun colpo altisonante con la chiusura di una grande ditta e licenziamenti collettivi di decine di lavoratori, ma lo stop alle attività una dopo l’altra di piccole e piccolissime realtà produttive, che non fanno scalpore ma se sommate raggiungono numeri rilevanti per il nostro territorio, in termini di giro d’affari e di persone occupate che si ritrovano senza posto di lavoro. E poi ci sono tutte le imprese manifatturiere dell’indotto, anche queste micro (ma macro nel contesto generale), che a cascata soffrono.
Va un po’ meglio - ma certo il periodo non è d’oro - per la trentina di industrie rimaste tra Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano, che hanno regimi e soluzioni diverse per quanto riguarda l’accesso agli ammortizzatori sociali. «In questi casi qui la “scarpa giusta” si può trovare», dice con una battuta Emiliano Silvestri restando in tema di calzature. Ma per la nostra economia c’è poco da stare allegri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
