Per salvare la scuola a corto di iscritti, Massa e Cozzile scrive al ministero dell’Istruzione
Nella lettera si chiede di rivedere la norma con il limite di 15 bambini
Massa e Cozzile Dopo una prima lettera dai toni duri indirizzata alla Regione Toscana e agli Uffici scolastici provinciali e regionali, seguita da una petizione promossa dalle famiglie e da un consiglio comunale convocato d’urgenza nei giorni scorsi, la questione della scuola elementare Giano Giani del paese di Massa a corto di iscritti finisce sul tavolo del ministero dell’Istruzione.
Il via libera alla mossa è arrivata proprio dalla seduta consiliare dell’altra sera, in accordo con l’opposizione, nel tentativo di salvare la classe prima in partenza il prossimo settembre, a rischio di non attivazione perché con soli undici bambini iscritti, quando secondo la legge ne servono almeno quindici. Lo scenario che si profila è drammatico per la scuolina del borgo storico, ultimo avamposto prima delle zone montane: ovvero la definitiva chiusura del plesso scolastico dopo il termine del ciclo di studi delle classi attuali, ovvero dalla seconda alla quinta.
Da qui la lettera formale della sindaca Marzia Niccoli e dell’amministrazione inviata al ministero, «chiedendo una revisione del quadro normativo che regola la formazione delle classi e, in particolare, del Dpr 81/2009, alla luce delle criticità che stanno emergendo nei territori come quello di Massa e Cozzile». «Non è solo una questione numerica – sottolinea la sindaca – ma una scelta che incide profondamente sulla vita delle famiglie e sulla tenuta della nostra comunità. La scuola di Massa è un presidio fondamentale per un’area collinare con difficoltà oggettive di accesso, condizioni climatiche impegnative e tempi di percorrenza verso la pianura tutt’altro che semplici, soprattutto per bambini così piccoli».
La richiesta dunque non è solo di ottenere una deroga per l’elementare Giani, ma è quella di rivedere i criteri nazionali che fissano il numero minimo di alunni per classe e ampliare le deroghe oggi previste, estendendole anche a borghi, aree collinari e territori caratterizzati da criticità climatiche o infrastrutturali, e non soltanto alle zone montane. «Quello che oggi accade a Massa – prosegue Niccoli – non è un caso isolato. Il calo demografico e lo spopolamento delle aree interne stanno già producendo effetti concreti. Per questo è necessario aggiornare le regole, affinché non siano proprio i territori più fragili a pagare il prezzo più alto». «Abbiamo ricevuto un mandato pieno e unanime dal consiglio comunale – evidenzia – e lo onoreremo fino in fondo. Difendere questa classe significa difendere la nostra comunità. E questa è una battaglia che porteremo avanti in tutte le sedi, fino a Roma».
L’obiettivo dell’amministrazione è salvare l’elementare del borgo e naturalmente mantenere attive tutte le classi prime anche nei plessi Amicizia di Margine Coperta e Rodari di Traversagna, garantendo continuità educativa e tutela del diritto allo studio per tutti i bambini del territorio. Il Comune di Massa e Cozzile fa sapere inoltre che «continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione, auspicando una risposta concreta in tempi rapidi». l
L.S.
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