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Montecatini, è un omaggio allo “slang” valdinievolino la nuova fatica letteraria di Roberto Grazzini

Montecatini, è un omaggio allo “slang” valdinievolino la nuova fatica letteraria di Roberto Grazzini

“Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara” sarà presentato sabato 28 febbraio nel salone Portoghesi del Tettuccio. Appuntamento alle 17,45 con ospiti a sorpresa

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Montecatini La rassegna letteraria “Acqua in bocca ma non troppo”, evento di spessore nazionale curato nei minimi particolari da Simona Peselli, il cui calendario è stato illustrato nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi a Firenze, ha preso il via al teatro Verdi con la consegna a Sigfrido Granucci del premio “Alla ricerca della verità”.

Ma il battesimo del fuoco dell'edizione 2026, di scena nella suggestiva location del salone Portoghesi delle Terme Tettuccio sabato 28 febbraio a partire dalle 17.45, toccherà invece al giornalista Roberto Grazzini, bagnaiolo di Sottoverga, alla sua seconda opera letteraria dopo “Il volo dell’Airone”. Stavolta si tratta di un testo partorito “tra il lusco e il brusco”, termine del vernacolo valdinievolino ma non solo, che contraddistingue l'attimo che precede l’imbrunire. Espressione simile per intenzione a quella che l’Alighieri adotta nella terzina del 26º canto dell’Inferno, con “quando la mosca cede alla zanzara”. A rafforzare il senso malinconico e nostalgico del tramonto, metaforico passaggio esistenziale tra la luce e il buio, Grazzini ha unito in simbiosi le due frasi, intitolando il testo in questione “Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara”.

Lo scopo però è far sorridere il lettore al quale senz'altro tornerà alla mente l'inimitabile “slang” nostrano, parte integrante, si legge nell’incipit, di quella gente che assomiglia agli orgogliosi Seminole della Florida, tribù mai sconfitta dall’esercito a stelle e strisce, i quali seppero adattarsi alle paludi e all’umidità delle Everglades, conservando gelosamente i propri usi e costumi. Nella prima parte, spazio a sostantivi, aggettivi, verbi in assoluta libertà. Ad ogni lettera dell’alfabeto è stato abbinato un aforisma o il brano di una poesia, alcuni dei quali scritti dall’autore. Poi i detti "storici" e gli adagi consolidati nei secoli. A seguire le caratteristiche morfologiche, le peculiarità e il modo di porsi dei valdinievolini. Quindi la manualità come arma di offesa e difesa, i rumori del quotidiano, gli eventi meteorologici, col differente impatto sull’ambiente, di pioggia, neve e vento. Non potevano mancare le dosi, le unità di misura, di peso e le distanze reali e temporali. Argomenti che precedono il lungo capitolo dei vizi della gola, con omaggio alla madre “macellara” per i nomi dei tagli della carne. Davvero particolare la scelta di coinvolgere e rendere protagonisti personaggi reali in tanti degli esempi pratici. Giusto risalto poi ai passatempi dell'infanzia mentre il passaggio all'età adolescenziale viene contrassegnato dai tanti giochi con le carte e al tavolo verde del biliardo. Inevitabile il doveroso tributo ai locali notturni, ai dj e agli animatori che hanno scandito il ritmo a partire dai favolosi anni 70 e 80. Il finale è riservato alla classificazione degli apparati riproduttivi dei due sessi, adoperando al minimo, o quasi per niente, la volgarità, ma puntando, piuttosto, sull’ironia e la goliardia.

Il tutto ovviamente e rigorosamente in dialetto, o meglio, pardon, in vernacolo valdinievolino. La presentazione del libro, edito da Nuove Esperienze, con prefazione del dottor Roberto Pinochi e prezioso cammeo "baskettaro" del professore Bruno Ialuna, è in programma sabato nel salone Portoghesi a partire dalle 17.45, alla presenza di un parterre de rois d’eccezione e ospiti a sorpresa. l

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di Redazione web