Dentro il festival
Recupero della fauna selvatica: la nuova attività del rifugio Zara di Montecatini
La struttura di via Sant’Antonio accreditata con la Regione Toscana
Montecatini Inaugurato nel giugno scorso e gestito dall’associazione Liv (vigilanza e tutela animali e ambiente), dopo pochi mesi dal via ufficiale delle attività il rifugio faunistico Zara di via Sant’Antonio, nella zona del canile Hermada a Montecatini, diventa anche Organo di recupero e soccorso della fauna selvatica per la provincia di Pistoia.
Un servizio che viene operato in convenzione e accreditamento con la Regione Toscana e in collaborazione con il dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Asl Toscana Centro, il cui direttore Enrico Loretti era presente come relatore all’evento di presentazione della nuova attività, avvenuto sabato 21 febbraio nella sala consiliare del municipio di Montecatini, in viale Verdi.
«L’attivazione di questo nucleo di recupero rappresenta un traguardo fondamentale e un passo importante per la tutela della nostra biodiversità – commentano dal rifugio Zara – garantire un punto di riferimento per il soccorso della fauna selvatica significa rafforzare la tutela animale e ambientale, offrendo un servizio essenziale per la sicurezza e la gestione del territorio. Un risultato reso possibile dalla sinergia tra istituzioni e associazioni». Alla presentazione in Comune c’erano anche rappresentanti delle forze dell’ordine e la vicesindaca di Montecatini Beatrice Chelli.
Il rifugio Zara (ovvero "zooantropologia e rifugio animali") è nato sulle ceneri delle ex serre concesse in maniera gratuita dal Comune per cinque anni, ed è adiacente al canile Hermada. Ha l’obiettivo di offrire un luogo sicuro e attrezzato per gli animali feriti, malati o orfani, garantendo loro le migliori cure veterinarie e un percorso di recupero mirato al reinserimento nel loro habitat naturale. Il progetto è frutto di un impegno profondo verso la biodiversità e la sostenibilità, con la speranza di sensibilizzare le persone sull’importanza della coesistenza tra uomo e natura. Con questo accreditamento con la Regione assume dunque ulteriore rilievo.
La struttura di via Sant’Antonio è inoltre un polo didattico ambientale: è rivolto infatti alle scolaresche e ai soggetti più fragili, con la formazione didattica degli studenti e il reinserimento nella società di soggetti fragili. Sarà possibile svolgere agricoltura sociale e orto sinergico, organizzare e gestire attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale e per la gestione dell’avifauna. E tantissime sono le iniziative organizzate: la prossima è in programma domenica 1 marzo (dalle 15, a offerta libera) ed è dedicata ai bambini, che diventeranno piccoli esploratori per ritrovare un “cuore perduto” mentre verranno lette delle favole.
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