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La rinascita del Quisisana a Montecatini Alto. Diventerà una Rsa e non solo

di Luigi Spinosi
La rinascita del Quisisana a Montecatini Alto. Diventerà una Rsa e non solo

Dopo oltre 20 anni di abbandono verso una nuova vita la storica clinica

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Montecatini Prendere due piccioni con una fava? No, il modo di dire non vale in questo caso, perché di piccioni, qui, ne sono stati presi di più. Sì, perché l’annuncio arrivato ieri durante una conferenza stampa in municipio è di quelli importanti, di quelli destinati a incidere sul territorio sotto molti punti di vista. «Una di quelle operazioni – ha detto con una battuta (ma non troppo) il sindaco Claudio Del Rosso – con le quali un’amministrazione normale ci va avanti per due legislature».

La notizia in questione riguarda il Quisisana, la ex casa di cura di Montecatini Alto fino a ormai troppi anni fa un punto di riferimento per la comunità, non solo della collina. Qui sono nati tanti montecatinesi, e altrettanti qui si sono fatti curare, fino a quando, all’inizio del nuovo millennio, non fu definitivamente chiusa l’elegante inferriata in stile liberty oltre la quale si trova il viale che porta all’ingresso della clinica. Da allora, da servizio per la comunità, il Quisisana è diventato un triste simbolo di degrado. Ma le cose sono destinate a cambiare, e in tempi anche brevi. La struttura, infatti, sarà completamente recuperata, restituendo bellezza a un’area oggi abbandonata a sé stessa (primo piccione), e qui troverà posto una struttura a destinazione sociosanitaria e sanitaria che risponderà a bisogni pressanti della popolazione (secondo piccione), una struttura che darà lavoro diretto - più un indotto difficilmente quantificabile in questo momento - a un centinaio di persone (terzo piccione).

Il recupero del Quisisana, come ha detto in apertura il sindaco, era una delle tante questioni da affrontare per chi amministra la città, ma dopo un percorso che non è stato sempre in discesa, «un imprenditore illuminato ha scelto di investire sul Quisisana, che ospiterà una Rsa da 60 posti convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, ma anche una Rsd, ossia una residenza sanitaria per disabili da 20 posti, e ulteriori 20 posti per il recupero fisiologico e riabilitativo post traumatico. In totale 100 posti, per un servizio che chi ha avuto la fortuna di avere un genitore anziano sa bene quanto sia importante». Sì, perché con la vita che si allunga cresce anche il bisogno di garantire un’esistenza serena e dignitosa agli anziani, e gli spazi di accoglienza non bastano mai.

E poi l’aspetto occupazionale: «Si parla di un centinaio di posti di lavoro – ha ripreso Del Rosso – che non sono poca roba». Poi ci sarebbe da aprire un capitolo anche sul fronte dell’indotto, visto che questo comporterà, a struttura aperta, un via vai di persone legate agli ospiti. Ma già la costruzione comporterà la necessità di dare accoglienza a chi vi lavorerà. Protagonista di questa rinascita, frutto come è stato detto più volte di una grande collaborazione tra pubblico e privato, la Arf Investment, società specializzata nella realizzazione di strutture assistenziali da affidare poi in gestione. A rappresentarla il suo amministratore delegato Fabrizio Schirru: «Abbiamo studiato il rapporto tra popolazione anziana e posti letto sul territorio, ed emerso che c’era una carenza. Abbiamo valutato diversi investimenti, ma siamo rimasti colpiti da questa struttura e dal suo fascino un po’ nascosto». L’Alf Investment come detto è una società esclusivamente di investimento immobiliare, non sarà lei a gestire il Quisisana una volta recuperato, ma ci sono già contatti in questo senso («Non possiamo fare nessun nome – ha aggiunto Schirru – ma si tratta di persone che già operano in Toscana»), e quando interviene lo fa con cognizione di causa, seguendo dei criteri ben precisi: nel dettaglio si verificano quanti over 75 ci sono in un’area nel raggio di 15 chilometri, e se il numero di posti letto in Rsa è inferiore al 4% rispetto al numero di ultrasettantacinquenni, questo significa che si può intervenire a realizzare una struttura in quel territorio.

Ma l’Ad di Alf Investment è entrato anche nei dettagli del quanto e del quando: «Tra acquisto della struttura e ristrutturazione si stima un investimento di 10 milioni di euro. I lavori? Concluso l’acquisto (al momento siamo al contratto preliminare) e le varie formalità burocratiche contiamo di partire con i lavori la prossima estate, lavori che, si prevede, dureranno 18 mesi». Quindi il 2028 si annuncia come l’anno della rinascita.

Molti i ringraziamenti di rito del sindaco, alla giunta agli uffici comunali, al presidente della Società della Salute Simona De Caro e al suo direttore Stefano Lomi, presente all’incontro, ma soprattutto al neo sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika, il cui impegno si è rivelato determinante: «Arrivare a questo punto non è stato sempre facile – ha aggiunto Del Rosso – e a un certo punto il procedimento sembrava essersi arenato. Abbiamo contattato Bernard, che in quel momento era in piena campagna elettorale per le regionali, e nonostante questo si è impegnato in modo determinante, e senza bisogno di comunicarlo magari per prendere dieci voti in più». E proseguendo nel lavoro si è arrivati alla relativa delibera regionale, approvata il 31 dicembre («Mente fuori si pensava al Capodanno»).

Bernard Dika da parte sua ha evidenziato l’importanza di questa operazione «che ci permette di dare più servizi su un qualcosa che serve sempre di più». Una necessità evidenziata anche da Stefano Lomi, sia per quanto riguarda la Rsa, come è ovvio, ma anche per l’attività di riabilitazione post trauma e per la Rsd, «con tante persone disabili che attualmente si trovano al di fuori del territorio, con tutti i problemi che questo comporta per loro e per i propri familiari».l

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