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Pescia, al processo Giurlani il pm solleva la questione di legittimità costituzionale

Pescia, al processo Giurlani il pm solleva la questione di legittimità costituzionale

Abrogazione del reato di abuso d’ufficio: nuovo rinvio in Corte d’Appello

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Pescia Nuovo rinvio a fine gennaio per il processo in Corte d’Appello a Firenze che vede sul banco degli imputati l’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani (attualmente consigliere comunale di minoranza): accusato dei reati di abuso d’ufficio e di peculato, che avrebbe commesso tra il 2005 e il 2016 quando era presidente dell’Uncem (Unione nazionale dei Comuni, comunità ed enti montani), già condannato in primo grado a 6 anni e 7 mesi di reclusione, con pena accessoria l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, disponendo inoltre la confisca dei beni per un valore complessivo di 580mila euro.

Nell’udienza di lunedì 16 dicembre il pubblico ministero ha sollevato la questione di legittimità costituzionale in merito all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, disposta con l’entrata in vigore il 10 agosto scorso della cosiddetta legge Nordio, dal nome dell’attuale Guardasigilli (il ministro della Giustizia Carlo Nordio). Giurlani appunto è accusato anche di abuso d’ufficio, oltre che di peculato (mentre era stato già assolto "perché il fatto non sussiste" dall’accusa di traffico di influenze): secondo l’accusa, l’ex sindaco pesciatino si sarebbe appropriato di oltre 700mila euro di denaro pubblico sottraendolo dai conti dell’Uncem. In base alle indagini della guardia di finanza, avrebbe intascato i soldi "autoliquidandosi" oltre 300mila euro senza alcuna giustificazione di spesa, e altri 241mila sotto forma di rimborsi spese "autocertificati", ma che non sarebbero stati documentati, gonfiati negli importi. Inoltre avrebbe ricevuto dall’ente compensi per 143mila euro per consulenze dal lui effettuate a seguito di incarichi autoconferiti. Tra le contestazioni ci sono anche acquisti di cappotti da donna in panno Casentino coi soldi dell’Uncem, e presunti rimborsi gonfiati per migliaia di chilometri percorsi in auto, una media di 11mila al mese, con picchi di 15mila. Giurlani, per queste accuse, nel 2017 finì agli arresti domiciliari, quando era sindaco del Pd, subito espulso dal partito. l

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