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Montecatini, calci e pugni al cliente ubriaco davanti al locale: chi sono il direttore e il barista a processo

di Massimo Donati
Montecatini, calci e pugni al cliente ubriaco davanti al locale: chi sono il direttore e il barista a processo

L'accusa è di lesioni aggravate dalla crudeltà

02 aprile 2024
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MONTECATINI. Hanno continuato a prenderlo a calci e a pugni anche quando ormai era a terra, inerme, davanti all’ingresso del locale. Spaccandogli denti, naso, mascella e orbita oculare.

Violenza
Erano all’incirca le tre e mezzo del mattino del 22 gennaio del 2023. È con l’accusa di lesioni personali gravi, aggravate dalla crudeltà, che adesso il gup del tribunale di Pistoia, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio il direttore e un dipendente (lo erano perlomeno all’epoca dei fatti) di un locale della movida montecatinese: rispettivamente, Giovanni Magrini, 31 anni, residente a Buggiano, tra l’altro condannato appena una decina di giorni fa a 5 anni e 4 mesi di reclusione per una violenza sessuale di gruppo commessa all’interno di un altro pub di Montecatini su una ragazza; e Michail Aleksandrovich Rudyuk, 34 anni, nato in Uzbekistan e residente a Pieve a Nievole.

Il pestaggio
Vittima di quello che è stato, secondo la procura della Repubblica di Pistoia, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, un vero e proprio pestaggio, un 36enne di Montecatini. Quest’ultimo – come aveva poi raccontato alla polizia – nella tarda serata del 21 gennaio 2023 si trovava all’interno della Locanda Pop di piazza Aldo Rossi a bere in compagnia di un amico. Alla sua richiesta di un altro bicchiere, il barista, vedendolo già ubriaco, gli aveva detto di no. L’uomo, anche se non di buon grado, aveva accettato di andarsene e aveva raggiunto un altro locale, dove aveva continuato a bere fin verso le tre e mezzo. Nell’andare a riprendere la sua bicicletta, è ripassato davanti alla Locanda Pop, dove i dipendenti erano intenti a chiudere e a rimettere a posto i tavolini esterni. Vedendo che all’interno c’era sempre il suo amico, ha chiesto di poter entrare per andare a salutarlo e, a quel punto, come ha spiegato nella querela sporta in commissariato, sarebbe stato prima preso a male parole e poi aggredito. Come confermato anche da un testimone.

La difesa
Secondo i due indagati, sarebbe invece stato lui, completamente in preda ai fumi dell’alcol, a offendere e a sferrare il primo pugno a Magrini. Fatto sta che il 34enne era stato e scaraventato a terra, dove, mentre cercava invano di ripararsi con le braccia, era stato ripetutamente colpito con calci e pugni al volto. Come si legge nel capo di imputazione, in questo modo i due imputati gli avevano procurato la frattura scomposta in più punti della mascella; la frattura scomposta di entrambe le pareti della base del naso e della cavità oculare sinistra; la frattura pluriframmentaria del setto e delle ossa nasali; e la perdita di tre incisivi superiori e di un molare. Tutte lesioni che, causate con l’aggravante della crudeltà per aver colpito reiteratamente una persona oramai inerme a terra, hanno poi portato alla compromissione permanente della respirazione nasale, dell’apertura della bocca e della masticazione, oltre a danni estetici permanenti al naso.

I soccorsi
Il primo a soccorrere la vittima era stato un amico che, trovandosi a passare, aveva assistito da lontano all’aggressione, per poi avvicinarsi e trovare il 34enne sanguinante e con in mano tre denti. A quel punto aveva chiamato polizia e 118. Mentre la vittima veniva trasportata in ambulanza all’ospedale di Pescia (42 i giorni di prognosi finali) gli agenti del commissariato avevano iniziato a identificare i presenti e a raccogliere le prime testimonianze.  Al termine delle indagini portate avanti dagli investigatori della polizia, il pm titolare dell’inchiesta Claudio Curreli ha chiesto il rinvio a giudizio.

In tribunale
Nel corso dell’udienza preliminare, è stata citata come responsabile civile la società proprietaria del locale: in caso di condanna, sarà chiamata a risarcire i danni patiti dalla parte civile in solido con gli imputati. I difensori di questi ultimi (l’avvocato Claudio Del Rosso e l’avvocato Silvia Perondi per Magrini; l’avvocato Franco Bulleri per Aleksandrovich) hanno chiesto il non luogo a procedere. Il processo avrà inizio il prossimo 13 giugno davanti al giudice monocratico del tribunale Paolo Fontana.

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