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Pieve a Nievole, l’avventura di Mauro in bici per l’Europa: «Viaggiare con poco un’emozione unica»

Chiara Capecchi
Pieve a Nievole, l’avventura di Mauro in bici per l’Europa: «Viaggiare con poco un’emozione unica»

Il suo viaggio ha toccato il Baltico e Capo Nord. Tre mesi in sella per il 27enne: «Mi sono reso conto di quante cose superflue utilizziamo nella vita di tutti i giorni»

02 ottobre 2023
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PIEVE A NIEVOLE. Il coraggio di scegliere, la voglia di vivere una nuova esperienza, il desiderio che quel sogno, da troppo tempo chiuso in un cassetto, non resti più tale: il primo passo è prendere consapevolezza di ciò che si vuole, il secondo - più difficile - è farlo davvero. Mauro Parlanti, classe 1996 e residente a Pieve a Nievole, ha reso concreto ciò che immaginava da tanto: mettersi in viaggio verso una nuova avventura che lo ha portato, in sella alla sua bici, a trascorrere tre mesi pedalando in solitaria lungo le strade dell’Europa.

«Mi sono licenziato a metà giugno per fare questa esperienza; per fortuna il mio lavoro si riesce a trovare facilmente e quando rientrerò in Italia inizierò a cercarlo - racconta Mauro – ho frequentato il liceo scientifico Salutati a Montecatini e, dopo la laurea in ingegneria gestionale, mi sono trasferito a Modena, dove ho lavorato un paio di anni». L’idea di questo viaggio si era già insinuata nella sua mente qualche anno fa, anche se «all’inizio non avevo pensato di farlo in bici. Ho detto ‘o ora o mai più’, sono quelle cose che devono essere fatte da giovani, anche se la molla che mi ha spinto a partire è scattata a marzo, quando a un corso di lavoro l'istruttore ci ha spinto a seguire i nostri sogni». Dall’amore per i viaggi e per il ciclismo, attività che Mauro pratica a livello amatoriale, è nata questa avventura, «unendo le mie due passioni. Così ho preso la bici, attrezzata in maniera molto semplice e leggera, e sono partito da casa, a Pieve a Nievole, il 19 giugno». Da qui l’inizio di un itinerario che lo ha visto pedalare «in Svizzera, Francia, poi ho attraversato la Germania e sono entrato in Danimarca. In Norvegia è iniziata la parte più interessante: sono arrivato fino a Capo Nord e da lì sono andato in Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Serbia, Kosovo, Macedonia del nord, Albania, Montenegro e Croazia, dove mi trovo adesso. A breve prenderò il traghetto per Ancona e tornerò a casa».

Ma come è impostata la giornata tipo di un ciclo-viaggiatore come Mauro? «La mia sveglia è molto presto, alle 6 circa, faccio colazione e pedalo nelle ore più fresche della mattina, anche se il caldo non era un problema in Norvegia. Viaggio 7-8 ore e poi trovo un posto per dormire: ho passato la maggior parte delle notti in tenda, mentre una trentina le ho trascorse grazie a una app che trova persone disposte ad ospitarti gratuitamente a casa loro». Ogni giorno è però diverso, unico, con le sue sorprese e i suoi imprevisti, con i suoi incontri e le sue emozioni: «C'è sempre qualcosa da vedere e qualcuno con cui interagire, non ci si annoia mai. Ho conosciuto molte persone che mi hanno colpito, fra cui una ragazza in Norvegia che si muove con i cani da slitta, non usa le scarpe e vive in una casa senza acqua corrente. Ma soprattutto in Albania ho trovato gente disponibile, che mi ha aiutato quando ne ho avuto bisogno e senza chiedere niente in cambio». Uno dei pochi imprevisti a cui Mauro ha dovuto far fronte si è rivelato dunque una lezione di vita e di civiltà: «Mentre mi trovavo in Albania, in una zona rurale e senza niente, ho avuto un problema con la ruota, ma sono riuscito a risolvere grazie alla gentilezza di chi ho incontrato». Semplicità, una parola che riassume bene lo spirito di questo viaggio e del suo protagonista. Saper apprezzare la ricchezza di questa semplicità, partendo con una bici e poco altro: «In questi mesi ho vissuto con poco, spendendo solo per il cibo. Mi sono reso conto di quante cose superflue utilizziamo nella vita di tutti i giorni e di quanto spendiamo inutilmente».

Ancora Mauro deve elaborare tutto ciò che ha vissuto in questi tre mesi, di una cosa è certo: «Sono contento di aver preso la decisione di partire, nonostante i momenti difficili. Sono soddisfatto di ciò che ho fatto».


 

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