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Casa distrutta dall’esplosione Si indaga per disastro colposo

Massimo Donati
Casa distrutta dall’esplosione Si indaga per disastro colposo

Tecnici dei vigili del fuoco al lavoro per individuare eventuali responsabilità penali per la fuga di gas

31 dicembre 2021
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Massimo Donati

pieve a nievole. Mentre restano gravi le condizioni del 52enne rimasto ustionato nell’esplosione di via Ponticelli, la squadra polizia giudiziaria dei vigili del fuoco è al lavoro per stabilire la causa della fuga di gas che l’ha determinata. La procura della Repubblica di Pistoia, dopo aver ordinato il sequestro di quel che resta della colonica della famiglia Giani, ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di disastro colposo e lesioni colpose.

La dinamica dell’incidente in cui sono rimasti feriti Rinaldo Giani e l’anziana madre Lia Cerri, 90 anni, è apparsa fin da subito relativamente chiara: la deflagrazione del gas che aveva saturato una parte della cucina ha provocato prima lo sfondamento della parete dell’abitazione che guardava verso via Marconi e, quindi, il crollo del tetto e del solaio, che hanno distrutto le camere da letto che si trovavano al piano superiore.

Da accertare, anche per stabilire eventuali responsabilità penali, è per quale motivo è avvenuta la fuga di gas. A monte potrebbe esserci stata una semplice distrazione o una rottura imprevedibile di un tubo, oppure una negligenza da parte di chi ha montato o manutenuto la caldaia che si trovava all’interno della cucina e i relativi collegamenti con il deposito di gpl esterno.

I tecnici dei vigili del fuoco dovranno perciò esaminare tutta la documentazione relativa a tali aspetti e, nel contempo, una volta rimosse le macerie, verificare le condizioni e l’integrità delle varie componenti dell’impianto di riscaldamento. Ma non è neppure escluso al momento che il gas possa essere fuoriuscito dalla cucina stessa (intesa come elettrodomestico).

Fatto sta che l’esplosione che, attorno alle cinque e mezzo di mercoledì mattina, ha distrutto l’abitazione al numero 3 di via Ponticelli, avrebbe potuto avere conseguenze assai più tragiche. Anche perché quando è avvenuta Rinaldo Giani e la mamma Lia si trovavano già in cucina per la colazione (l’uomo doveva andare al lavoro) e ne sono usciti miracolosamente con le proprie gambe, anche se feriti.

Il figlio aveva delle gravi ustione alle mani e alle braccia, e probabilmente anche in altre parti del corpo, in quel momento coperte dai vestiti. Inoltre è probabile che abbia inalato dell’aria arroventata dal gas in fiamme viste le difficoltà respiratorie che ha iniziato a manifestare fin da subito, tanto che i soccorritori lo hanno dovuto intubare per facilitare l’ossigenazione del sangue. Una volta trasportato all’ospedale di Pescia, i medici, dopo averlo sottoposto alle prime terapie e ai controlli Covid, hanno deciso di trasferirlo al Centro grandi ustionati di Pisa.

La madre Lia, che evidentemente si trovava più distante dall’epicentro dell’esplosione, ha subito invece solo qualche piccola ustione. Anche lei è stata trasportata all’ospedale di Pescia, dove, soprattutto per la sua età avanzata e il comprensibile choc, è stata ricoverata in osservazione.

Per quando sarà dimessa, l’amministrazione comunale si è subito attivata per una nuova sistemazione: un alloggio di emergenza oppure, nel caso in cui fosse necessario, un luogo in cui possa anche essere assistita.

La forza dell’esplosione ha proiettato a diversi metri di distanza le persiane e gli infissi sia del piano terra che di quello superiore, fortunatamente dalla parte dell’abitazione che si affaccia dal lato opposto rispetto alla strada, che è stata comunque interrotta dalle macerie per ore. Ciò che ha salvato i due occupanti è stato il fatto che le due pareti esterne principali sono rimaste in piedi fino a un paio di metri di altezza.

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