La musica unico mezzo per fuggire dal “gabbione” dei bambini non vedenti
Aleandro Baldi a Montecatini canta e suona ad “Acqua in bocca” raccontando la sua infanzia difficile. «Noi trattati come bestie»
MONTECATINI. Lo stabilimento termale Tettuccio e Aleandro Baldi al terzo appuntamento di “Acqua in bocca (ma non troppo)”. Pubblico curioso e incantato dal cantautore toscano, intervistato da Simona Peselli. Quest’anno la rassegna ha la collaborazione dell’assessorato alla Cultura. «L’iniziativa è partita sotto i migliori auspici – dice l’assessore Alessandro Sartoni – un calendario di incontri di buon livello a conferma di una manifestazione che il Comune ha inteso sostenere anche nei prossimi anni».
Aleandro Baldi, 62 anni, ma un cuore di eterno ragazzo. Alle spalle un’infanzia complicata dalle difficoltà della sua cecità. «Ho imparato ad amare la musica grazie a un veterinario – racconta Baldi – era il dottore dell’istituto per non vedenti in cui sono rimasto da piccolo. Andava bene per noi che eravamo trattati come bestie».
Quella di Baldi è una vera “Vita vissuta” e la storia di una riscossa. Stringe la sua chitarra e al microfono parla e canta. Perché così le parole escono meglio, i ricordi ritornano più chiari insieme al coraggio di rivivere anni di soprusi e mortificazioni. “Il gabbione”, lo chiama più volte quel casermone, dal momento che nei ricordi di bambino c’è la sensazione di essere rinchiuso, la mancanza di libertà e di affetto, la solitudine e la totale mancanza di contatto fisico, che per un non vedente è una punizione terribile. «Mi ha salvato la musica e il pensiero che finito l’anno scolastico d’estate a casa mi aspettava la mia famiglia – continua il cantautore –. E poi a Greve in Chianti, quando chiusero gli istituti, l’inserimento dalle suore. La pesantezza di dovermi abituare a quel finto pietismo che colpiva i ragazzini, che come me, erano diversi dagli altri». Ma Aleandro si dimostra un ragazzino forte. «Per questo avevo imparato a memoria una serie di stornelli sconci e quando le suore dicevano “facciamo suonare il bimbo cieco poverino”, io con la mia chitarra cominciavo a strimpellare Teresina e altre cantate fiorentine piene di doppi sensi».
Poi il talento di Baldi si unisce alla bravura di scopritore di talenti di Giancarlo Bigazzi, è lui che capisce che dietro a quei versi c’è un poeta, una gran voce e un capace cantautore. “Non amarmi” per esempio è prima in classifica per quasi un anno e viene addirittura tradotta e interpretata da Jennifer Lopez diventando un tormentone anche in America. «Quella è stata la mia canzone “Allieva”– ricorda Baldi – che mi ha accompagnato per tutta la vita e che ho composto quando ero giovanissimo. Avevo problemi a confrontarmi con le donne, nell’istituto non ci avevano insegnato ad amare nessuno, non sapevo che invece poteva esistere una sentimento come amare ed essere amato». Aleandro come ogni buon cantante italiano che si rispetti finisce a Sanremo e riporta a casa vittorie e riconoscimenti. Ma per lui la vera fortuna è poter contare sulla musica e trasmettere, tramite le sue canzoni e quelle dei grandi come Bertoli e De Andrè, le sue emozioni. Vedere attraverso i sensi e comunicare ottimismo e voglia di ricominciare. Perché poi tutto, alla fine “Nel sole Passerà”. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
