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Il personaggio. La storia dello scultore Alex Milani
Dalla Svizzera a Borgo a Buggiano per realizzare il sogno d'artista
Francesca Maltagliati
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Alex Milani in mezzo ad alcune delle sue opere 3 MINUTI DI LETTURA
BUGGIANO. Le sue opere sono degne del Guggheneim. Lavora in un loft di 18 metri per 8, che ricorda quelli degli artisti newyorkesi degli anni Settanta. Lì, immerso nei suoi giganteschi quadri e nelle forme incredibili delle sue sculture, dorme, mangia e soprattutto lavora, tutti i giorni, con costanza e dedizione. Il suo nome è Alex Milani e - oramai lo avrete capito - di mestiere fa l'artista. Nonostante il cognome italiano, dovuto alle origini udinesi del nonno, Alex nasce a Basilea, in Svizzera, nel 1934, dove passa buona parte della sua vita. Le sue doti artistiche non si manifestano subito, durante la giovinezza, ma in età più matura. Per lungo tempo pratica infatti l'attività del pubblicitario. Inizia a dipingere nel 1973, lo stesso anno in cui arriva in Toscana dove, con alcuni amici, acquista a Buggiano Castello una villa per mettere in piedi un agriturismo. Così, fino al 1985, alterna l'attività di pubblicitario a quella di gestore dell'agriturismo, dedicandosi anche all'arte, tempo permettendo. Quindi, lasciata la pubblicità, decide di mantenere l'attività di ristoratore, aprendo un'enoteca in Svizzera, dove fino al 2000 continua a tornare per circa sei mesi l'anno. Il resto del tempo lo passa a Borgo a Buggiano, paese che Alex ama molto tanto da definirlo «la sua vera patria». Quindi la decisione di lasciare tutto per dedicarsi completamente alla sua passione: l'arte. Da anni vive stabilmente a Borgo, anche se l'amore lo porta a tornare spesso, seppur per brevi periodi, in Svizzera dove vive la sua compagna. Le sue opere mostrano grande talento e poliedricità visto che spaziano da quadri che rappresentano nature morte, frutto dei suoi primi anni da pittore, a quadri completamente astratti in cui i colori esplodono sulla tela, fino a sculture di legno e di materiali riciclati di ogni tipo. Lattine, scatolette di tonno, lamiere arrugginite e oggetti fra i più impensabili vanno a fondersi e ad unirsi nelle forme oniriche delle sculture di Milani e chiunque sia passato con l'auto davanti al suo studio, in via Lucchese a Borgo a Buggiano, avrà notato alcune delle sue opere, una delle quali costruita con la ruota di una bicicletta. Della sua arte, malgrado l'ampia produzione, non riesce a vivere ma non si lamenta della difficoltà del mestiere dell'artista visto che, come lui stesso dice, ha «la fortuna di avere una buona pensione dalla Svizzera». Le sue opere vanno dai 1.500 euro in su e sono vendute soprattutto in Svizzera, Germania e Austria. Trenta le mostre da lui fatte dal 1979 ad oggi. Chi volesse saperne di più sulla sua arte farà fatica a trovarlo su internet, visto che è allergico alla tecnologia. Sarà forse meglio andarlo a trovare nel suo studio o, magari, partecipare al prossimo vernissage che si terrà al Castello di Gabbiano a Firenze, dal 21 maggio al 30 ottobre.
