Massese, la trattativa per il passaggio societario si arena: i motivi dello stop – «Avevamo già diesse e direttore marketing»
L’entourage dell’imprenditore genovese che opera nel campo delle bonifiche: «Dispiace tantissimo, tutto questo ci addolora e ci fa sentire in colpa»
MASSA. Si arena clamorosamente (e forse, definitivamente) la trattativa per la cessione della Massese. Un epilogo che rituffa nella più totale incertezza l’immediato futuro dello storico club bianconero, che dunque resta ancora nelle mani di Antonio Gerini.
La brusca frenata
Una frenata brusca, molto brusca, che è stata comunicata dall’entourage dei potenziali acquirenti; anzi, del potenziale acquirente, giacché, interessato a rilevare la storica società zebrata, è un imprenditore solo, e non un gruppo come inizialmente era trapelato. Si tratta di un imprenditore genovese che opera, questo sì, è confermato, nel campo delle bonifiche. Orbene, si diceva che è stato l’entourage incaricato di portare avanti la trattativa dallo stesso imprenditore ligure (che ha deciso di rimanere nell’anonimato) a rendere noto come tutto si sia fermato e, con tutta probabilità saltato. «Negli ultimi giorni - spiega l’entourage dell’imprenditore - il prezzo per acquistare la società è aumentato sensibilmente, e questo, per carità, è lecito perché la Massese è una società privata e il prezzo viene fatto da chi ne detiene la proprietà. C’è amarezza però, perché la cifra per la cessione era stata stabilita dopo alcuni incontri, e peraltro - prosegue l’entourage del potenziale acquirente - confermata davanti a un incontro effettuato con le istituzioni. Oltre a questo, è emerso un altro problema desolante che riguarda la situazione dei campi di allenamento. Non abbiamo trovato una struttura che potesse ospitare la prima squadra, mentre era stato trovato un accordo per quello che riguarda il settore giovanile con una società della zona con 240 bambini, che, tuttavia, è stata sfrattata da dove si trovava in affitto».
«Dispiace tantissimo»
E ancora. «Dispiace tantissimo, tutto questo ci addolora e ci fa sentire in colpa - ribadisce l’entourage dell’imprenditore ligure -. Quello che ci ha fatto andare avanti è stata la passione dei tifosi, e gli imprenditori locali che ci hanno teso la mano. Ci guardiamo attorno e vediamo che nessuno muove un dito, sono state buttate al vento tre settimane di lavoro, nelle quali avevamo già trovato un direttore sportivo, un direttore generale e un direttore del marketing, riallacciando nuovi rapporti con vecchi e nuovi sponsor e con tutti i fornitori; e questo, è possibile solo se viene riconosciuta una serietà di base. Secondo quanto abbiamo calcolato, per portare avanti questo progetto, quindi rilevare la società e costruire la squadra, sarebbero occorsi circa 500mila euro, cifra che non è possibile senza avere la benché minima certezza. Tutto questo, dà la sensazione che a nessuno importi nulla».
Futuro incerto
E ora che succede? Bella domanda, giacché si è verificato lo scenario peggiore. Si tratta ora di capire se le parti troveranno il margine per tornare a parlarsi, riaprendo la trattativa. Tutto questo appare difficile - speriamo non impossibile -, perché la Massese ha diritto di tornare ad avere un progetto di ampio respiro per un futuro che la riporti nel calcio che le compete. Quello che conta. Nei prossimi giorni, se ne saprà qualcosa di più.
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