Lavoro
Carrarese, Antonio Calabro verso l’addio: a breve attesa l’ufficialità
Il tecnico salentino ha vissuto tre anni indimenticabili sulla panchina azzurra con risultati ed emozioni incredibili per il popolo apuano
CARRARA. Ore decisive per conoscere il futuro di Antonio Calabro. La Carrarese nel pomeriggio o in tarda serata dovrebbe annunciare la rescissione consensuale col tecnico salentino, condottiero della squadra azzurra negli ultimi tre indimenticabili campionati. In mancanza di ogni ufficialità, vogliamo tenere ancora uno spiraglio aperto per una fumata bianca.
Tre anni super
Qui, all’ombra delle Apuane, Calabro ha saputo guadagnarsi tra i tifosi azzurri un affetto praticamente incondizionato, facendo vivere pagine di storia incredibili ad una piazza affamata di emozioni come quella apuana. Quindi, come stiamo ripetendo da qualche giorno, mai dire mai nel mondo del calcio. Certo, i segnali e le indiscrezioni che trapelano purtroppo sono poco confortanti e lasciano poco spazio alla speranza. Intanto i playoff di Serie C sono arrivati al loro capitolo finale, con Brescia e Ascoli a giocarsi la promozione in Serie B (ieri si è disputata l’andata a Brescia, il ritorno ad Ascoli il 7 giugno).
L’intervista
Proprio in questo momento decisivo, i canali ufficiali della Lega Pro hanno intervistato mister Antonio Calabro, il quale ha ricordato le emozioni dell’impresa storica centrata con la Carrarese nel 2024 contro tutti i pronostici: «Sono stati un percorso bellissimo. Ricordo che avevo una convinzione già prima di iniziarli, che avremmo fatto qualcosa di importante prima e qualcosa di importantissimo dopo: la mia testa era quella di non cambiare nulla a livello tattico, né di allenamenti e neppure a livello comunicativo. Non serve improntare le partite come vita o morte, anche se alle volte è così, se perdi un turno sei fuori, ma volevo che tutto apparisse normale, come durante la stagione. Ci sono state poi tante emozioni, cose belle e bellissime sensazioni». L’allenatore ha proseguito: «L’apoteosi è stata la finale contro il Vicenza, e li, a maggior ragione, ho avuto la convinzione che saremmo andati noi in B. Non ci siamo resi conto subito di quanto avevamo fatto, è una cosa di cui ti rendi conto piano piano, soprattutto in una piazza bellissima come Carrara, che ti è riconoscente».
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