Il bomber Gaeta «Davvero incredibile la mia espulsione»
Luca Santoni
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Gigi Buffon ha sofferto a bordo campo 4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Una frase per tutti: che sofferenza. Per fortuna proprio nel momento peggiore è arrivato il gol di Antonio Merini che si conferma un vero Re Mida in questi playoff. Chi invece conferma lo scarso feeling con gli spareggi è Antonio Gaeta. Andato a vuoto sette gironi fa, questa volta addirittura espulso. Contro il Prato domenica prossima Antonio non ci sarà e questa è sicuramente un'altra brutta tegola per mister Monaco. «E' stata una partita soffertissima - commenta in sala stampa un Gaeta scuro in volto - Siamo andati sotto di due gol. E' stata molto dura. Siamo stati bravi a reagire subito col gol di Merini. Per quanto riguarda la mia espulsione, io non so più che pensare. È il terzo anno di fila che mi fanno una cosa del genere. Il primo giallo è arrivato per un fallo che ho subito a metà campo, ma l'arbitro mi ha ammonito per simulazione. Il secondo non mi sono nemmeno mosso dalla barriera, mi sono solo girato di schiena, ma l'arbitro ha detto che sono andato verso la palla, che ero uscito dalla barriera. In quel momento ho subito pensato ad uscire senza lamentarmi troppo per non fare la fine dell'anno scorso. Sono stato bravo a mantenere la calma. La brutta esperienza dell'anno scorso se non altro mi ha insegnato qualcosa. Adesso c'è il Prato. Sarà una finale che giocheremo fino alla fine». Come ti spieghi - chiediamo - tutta questa sofferenza? «Quando non hai niente da perdere è tutto più facile. L'anno scorso a Spezia ci siamo presentato senza pressioni e avevamo giocato bene. È mentalmente più facile. Noi siamo stati bravi a tenere il risultato invariato per tutto il primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo subìto il primo gol e lì è subentrata un po' di paura. Poi è arrivato il loro secondo gol. A quel punto siamo stati bravi a reagire subito». Antonio passa quindi a ringraziare lo splendido pubblico che ha riempito gli spalti dello stadio dei Marmi: «Oggi i nostri tifosi ci hanno dato una spinta fondamentale, anche sul 2-0 ci hanno incoraggiati. Al raddoppio del San Marino si sono subito rimessi a cantare, dandoci un sostegno grandissimo. Alla fine li abbiamo accontentati e siamo tutti molto contenti. Volevo anche ringraziare quei tifosi che in settimana hanno fatto delle maglie personalizzate col mio nome dietro la schiena. Li ringrazio di cuore perché per me questi gesti valgono molto più di tante parole. Purtroppo oggi non sono riuscito a fare la mitraglia, spero di farla nella finale di ritorno di nuovo qui a Carrara». Ecco Alberto Ricciardi patron della Fermet Group, sponsor ufficiale della Carrarese, anche lui estremamente provato da questi novanta minuti di fuoco: «E' stata una sofferenza immane. Dopo un campionato super questi giocatori non si meritavano di uscire proprio adesso. Sarebbe stato un dispiacere perdere in questa maniera. Comunque alla fine è andata bene. La prossima volta contro il Prato spero di soffrire meno. Purtroppo i playoff sono una roulette. Ormai siamo in fondo, è caldo, sulle gambe c'è la fatica di un anno. Ripeto è andata bene. Il San Marino ha giocato bene. Il loro primo gol ci ha raggelato. Il secondo poi è stato traumatico. Meno male che è arrivato subito il nostro gol. Sull'arbitro avrei qualcosa da dire. Non trovo assolutamente corretta l'espulsione di Gaeta». Per il San Marino si presenta ai microfoni mister Mario Petrone che non lesina complimenti ai suoi ragazzi, effettivamente usciti a testa alta dalla doppia sfida: «C'è da fare solo i complimenti alla squadra per quello che ha fatto in tutta l'annata. Abbiamo disputato una grande partita, come abbiamo disputato una grande stagione. Oggi sul nostro 2-0 mancavano ancora 20 minuti alla fine della partita. Il gol della Carrarese ci ha condannati. Il San Marino Calcio ha dimostrato di essere una squadra vera. Gli attributi ed il cuore di questi ragazzi credo che il San Marino non li abbia mai avuti. Bisogna dare merito a questo gruppo fantastico». Grande prestazione di Poletti: «Davide è un giocatore che fa la differenza e finché è stato in campo ci ha dato una grossa mano. Oggi lo avevo messo sulla sinistra della Carrarese, per sfruttare l'assenza di Vannucci. Mariotti è andato spesso in difficoltà contro di lui e infatti la partita aveva premiato le nostre scelte. Stavamo riuscendo a dare continuità alle nostre azioni».
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