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La situazione

Crisi yacht a Carrara, doppia smentita di The Italian Sea Group: cosa sta succedendo davvero nell’azienda del lusso

di Redazione Carrara

	Una veduta dall’alto della sede di The Italian Sea Group a Marina di Carrara
Una veduta dall’alto della sede di The Italian Sea Group a Marina di Carrara

I vertici della società sconfessano la Fiom: l’ipotesi di acquisizione di Tisg Asia non sussiste

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CARRARA. Arriva una smentita su due fronti dai vertici del cantiere di luxury yacht The Italian Sea Group, dopo l’incontro al tavolo di crisi, tenuto in seno alla regione Toscana, che si è svolto giovedì 10 settembre: al termine di esso azienda e sindacati si sono accordati sul ricorso ai contratti di solidarietà per far fronte alla crisi finanziaria che ha investito Tisg, e che è emersa a febbraio.

La prima smentita

Innanzitutto The Italian Sea Group «smentisce categoricamente le dichiarazioni di Umberto Faita (segretario generale della Fiom Cgil Massa-Carrara, ndr) secondo il quale dietro “Tisg Asia” si nasconderebbe Giovanni Costantino e si riserva – si legge in una nota della società – di tutelarsi nelle sedi opportune. Si tratta di un’affermazione gravissima e destituita di qualsiasi fondamento». Secondo Fiom sussisteva «una proposta di acquisto avanzata da Tisg Asia». E invece «Tisg Asia non è riconducibile né alla società né a Giovanni Costantino e non intrattiene più alcun rapporto con il Gruppo – precisano i vertici aziendali del cantiere – dopo aver operato in passato quale distributore sui mercati asiatici. Già alla fine di agosto Tisg aveva formalmente diffidato tale soggetto dall’utilizzo del nome, del marchio e delle immagini aziendali, ottenendo la chiusura del sito Tisgasia. com».

La seconda

Non solo: «Altrettanto fuorviante è la narrazione dei “270 esuberi”. Non è stato annunciato alcun licenziamento – precisa Tisg – Il numero riguarda l’applicazione del contratto di solidarietà, proposto dall’azienda come misura sociale per tutelare i lavoratori nella fase di riduzione dei carichi. Nel verbale sottoscritto il 9 settembre anche dai sindacati, Tisg dichiara di voler mantenere in forza tutti i circa 450 dipendenti. Confondere la riduzione temporanea dell’orario con 270 persone da licenziare significa diffondere allarmismo, spaventare le famiglie e danneggiare il rilancio industriale». «È stata l’azienda – si legge ancora nella nota – a scegliere uno strumento capace di impedire i licenziamenti. È stata l’azienda ad assumere impegni concreti, dall’anticipo dell’indennità Inps alla rotazione del personale, fino al pagamento integrale delle retribuzioni in caso di rigetto della cigs. È stata ancora l’azienda a chiarire le cause della crisi, riconducendole a condotte di ex dipendenti già denunciate all’Autorità giudiziaria, mentre il sindacato ha liquidato tali circostanze come irrilevanti per la procedura». «Ed è l’azienda che sta ricercando i migliori investitori per il rilancio. Costantino e la sua famiglia hanno sostenuto con risorse proprie la continuità di un progetto industriale ancora ai vertici mondiali della nautica». «Le firme e i fatti non si cancellano con slogan – così si chiude la nota – L’azienda sta difendendo lavoro, competenze, futuro. Chi rappresenta i lavoratori dovrebbe contribuire al rilancio, non indebolire ciò che afferma di voler salvare».

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