In un borgo della provincia di Massa Carrara si vive più a lungo. E il merito è della comunità
I dati provinciali in uno studio dell’Asl Nord Ovest: la speranza si vita alla nascita supera gli 86 anni
ZERI. La popolazione più longeva in provincia? È quella di Zeri. Emerge da uno studio presentato da Flavio Cattani, del comparto formazione dell’Asl Nord Ovest, durante l’iniziativa denominata “Agorà della Salute”, tenutasi per la prima volta a Zeri, dove la piazza del paese si è trasformata nel fulcro del dibattito sul benessere socio-sanitario, sulla prevenzione e sul futuro delle aree montane. Come ha rivelato Cattani, Zeri detiene il record di longevità della provincia, con un’età media di quasi 60 anni (contro i 53 della Lunigiana e i 48 della Toscana) e una speranza di vita alla nascita che supera gli 86 anni.
«La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Ma attenzione: la longevità non è una gara di durata, vivere a lungo non coincide per forza con il vivere bene. Il vero indicatore è la qualità della vita, e il principale fattore è la qualità delle relazioni; la genetica incide solo per il 20%. I segreti della longevità sono il movimento naturale quotidiano, la buona alimentazione, la gestione dello stress, ma soprattutto avere uno scopo e appartenere a una comunità. Camminare è la medicina più sottovalutata e a basso costo che abbiamo: riduce infarti e ictus, migliora l’umore e stimola la crescita dei neuroni. Solitudine e sedentarietà, al contrario, fanno male», ha sottolineato Cattani nella sua esposizione. Il professore universitario Almo Farina ha allargato la visione della salute al legame indissolubile con l’ecosistema, affrontando anche il tema della convivenza tra allevatori e predatori: «La salute dell’uomo e quella dell’ambiente sono collegate. A Zeri il rapporto tra uomini, lupi e pecore è un tema sensibile. La mia proposta è creare dei “santuari rurali” vicini ai parchi: aree coltivate dall’uomo senza scopo di lucro, per la salute e il benessere sociale».
L’Agorà della Salute ha registrato un grande afflusso di cittadini e visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, professionisti della salute, assistenti sociali ed esperti. L’apertura è stata scandita dai saluti delle autorità, a partire dal sindaco Cristian Petacchi, seguito dal direttore della Società della Salute della Lunigiana, Marco Formato, dal presidente Roberto Valettini, e da Matteo Mastrini, sindaco di Tresana. Giulia Tonini ha parlato per conto dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia. Spazio poi ai relatori, per prima l’assistente sociale Valentina Belfiore: «Zeri ha una risorsa preziosissima: qui tutti si conoscono e si aiutano in caso di difficoltà. Il venerdì a Coloretta il nostro sportello è aperto per costruire insieme percorsi di tutela Offriamo assistenza domiciliare, contributi economici e progetti di inserimento sociale». Maria Paola Mori ha fatto il punto delle campagne di screening. «Se per la mammografia superiamo il 60% di adesioni e la cervice siamo al 50%, sul colon-retto siamo fermi al 35% rispetto al 50% prefissato. Dobbiamo migliorare, perché questo esame può salvare la vita». Aallestito anche il Villaggio della salute.
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