Carrara, è morto Paolo Narra: addio allo storico custode
Colonna portante dell’Oratorio di Nazzano: il ricordo dell’amico Luca Cimino
CARRARA. La Usd Don Bosco Fossone si unisce al dolore del proprio dirigente accompagnatore Massimo Narra, dei figli Luca e Alessio, entrambi tesserati della società, e di tutta la famiglia per la morte di Paolo Narra, figura storica dell’Oratorio Don Bosco di Nazzano e punto di riferimento per intere generazioni di giovani calciatori. Per oltre venticinque anni Paolo Narra è stato il custode dell’Oratorio Don Bosco. Una presenza costante, discreta ma fondamentale, capace di incarnare lo spirito di una società che ha rappresentato per decenni un importante punto di aggregazione sportiva e sociale per il quartiere di Nazzano e per Carrara.
Una figura oltre il ruolo di custode
Il suo ruolo andava oltre quello di custode. Narra era una colonna portante dell’Oratorio: sempre presente, disponibile, pronto ad accogliere ragazzi, famiglie, dirigenti e allenatori. Con il suo lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma prezioso, ha contribuito a costruire quel senso di appartenenza che ha accompagnato la crescita di centinaia di giovani. La sua scomparsa tocca nel profondo anche la Usd Don Bosco Fossone, nata dalla fusione tra due realtà calcistiche del territorio, il Fossone e l’Oratorio Don Bosco. Una parte della storia, dei valori e delle tradizioni del Don Bosco continua a vivere nella società di oggi, come continua a vivere il ricordo delle persone che ne hanno scritto le pagine più belle.
Il ricordo di Luca Cimino
«Prima di essere direttore generale della Usd Don Bosco Fossone, sono stato un bambino che ha giocato nell’Oratorio Don Bosco», ricorda Luca Cimino. «Paolo Narra è stato il custode della mia infanzia calcistica e di quella di centinaia di ragazzi. Ancora oggi mi sembra di sentire la sua voce al microfono mentre annuncia le formazioni prima delle partite. Per noi bambini era una presenza rassicurante. Era il volto dell’Oratorio Don Bosco, una figura che apparteneva al campo, agli spogliatoi, alle domeniche di calcio e ai ricordi più belli della nostra gioventù. Con lui se ne va una parte importante della storia dell’Oratorio e dello sport giovanile cittadino, ma il suo esempio, la sua disponibilità e il suo amore per quei colori continueranno a vivere nella memoria di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».
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