Nuova aggressione all’ospedale delle Apuane. Aggredisce infermiera del pronto soccorso: arrestato
Il 52enne, ubriaco, è arrivato al Noa e ha dato in escandescenze. Il giudice ha convalidato la misura cautelare disponendo anche il divieto di dimora nella provincia apuana
MASSA. Nuova aggressione ai danni del personale sanitario all’Ospedale delle Apuane. Un episodio che riaccende i riflettori su un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari impegnati quotidianamente in prima linea.
Nella mattinata del 28 maggio i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Massa hanno arrestato un uomo di 52 anni, straniero domiciliato nel comune di Carrara, ritenuto responsabile del reato di lesioni personali nei confronti di personale esercente la professione sanitaria.
La ricostruzione dei carabinieri
Secondo quanto ricostruito dall'Arma, l’uomo era stato accompagnato al pronto soccorso del Noa per ricevere cure mediche. Una volta arrivato nella struttura ospedaliera avrebbe però dato in escandescenze, manifestando un forte stato di alterazione psicofisica dovuto all'assunzione di alcolici.
In pochi minuti la situazione sarebbe degenerata. Il 52enne avrebbe iniziato a minacciare il personale in servizio fino ad arrivare all'aggressione fisica. Durante i momenti più concitati una infermiera è rimasta ferita riportando lesioni che hanno richiesto accertamenti e cure mediche.
Immediata la richiesta di intervento alle forze dell'ordine. Sul posto sono giunti i carabinieri della Radiomobile di Massa che hanno bloccato l'uomo e proceduto al suo arresto. Tanta la paura del personale sanitario che non è nemmeno la prima volta che assiste a episodi di violenza di questo tipo.
La Procura
Su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Massa, il 52enne è stato successivamente trasferito nelle camere di sicurezza della stazione dei carabinieri di Carrara.
Il giorno seguente si è svolta l'udienza di convalida davanti al Tribunale di Massa. L'indagato ha potuto fornire la propria versione dei fatti e le proprie giustificazioni. Al termine dell'udienza il giudice ha convalidato l'arresto disponendo nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Massa-Carrara.
I precedenti e il contesto: di cosa parliamo
L'episodio arriva in un momento in cui il tema della sicurezza degli operatori sanitari è particolarmente sentito. I dati diffusi dall'Azienda Usl Toscana Nord Ovest nei mesi scorsi evidenziano infatti una crescita costante delle aggressioni registrate nelle strutture sanitarie del territorio.
Alla fine di ottobre 2024 erano già stati segnalati 585 episodi, un numero superiore all'intero dato registrato nel 2023 e destinato a crescere ulteriormente entro la fine dell'anno.
Secondo le rilevazioni aziendali, circa l'80 per cento delle aggressioni è costituito da insulti, minacce e comportamenti intimidatori, mentre il restante 20 per cento sfocia in vere e proprie violenze fisiche. Tra le aree maggiormente esposte figurano i pronto soccorso, i reparti di psichiatria e le strutture che gestiscono pazienti particolarmente fragili.
Anche il Noa è stato più volte teatro di episodi analoghi. Nell'agosto 2024 una dottoressa fu insultata e minacciata nel parcheggio dell'ospedale da alcuni familiari di una paziente.
Nel febbraio 2025 una operatrice socio-sanitaria venne schiaffeggiata da una donna in stato di alterazione. Pochi mesi dopo, nel reparto di psichiatria, due infermiere e una Oss furono aggredite da un paziente ricoverato.
Tra gli episodi più gravi resta quello verificatosi nell'agosto 2025, quando un uomo riuscì a impossessarsi dell'arma di una guardia giurata all'interno del pronto soccorso, seminando il panico tra utenti e personale prima di essere fermato.
Proprio per fronteggiare questa escalation, l'Asl Toscana Nord Ovest ha investito negli ultimi anni oltre quattro milioni di euro per rafforzare i sistemi di sicurezza.
Tra le misure adottate figurano il potenziamento della videosorveglianza, nuovi sistemi di allarme, il rafforzamento della vigilanza privata e corsi di formazione organizzati insieme alle forze dell'ordine per aiutare gli operatori a gestire situazioni potenzialmente critiche.
Nonostante gli interventi messi in campo, l'aggressione avvenuta a fine maggio dimostra come il problema sia ancora lontano dall'essere risolto.
Un fenomeno che continua a colpire chi opera ogni giorno negli ospedali e che alimenta le richieste di ulteriori misure di tutela per il personale sanitario.
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