Il Tirreno

L’allarme

Sos lupi nel paese toscano: «Vicini alle case, ora abbiamo paura» – Il racconto

di Sara Venchiarutti
Una veduta del paese e un lupo (foto di repertorio)
Una veduta del paese e un lupo (foto di repertorio)

Il sindaco: «Sono troppi, adesso è un’emergenza». Vittime dei predatori anche i pony di Noce e una decina di asini

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ZERI. Sabato sera era andata a prendere sua figlia in auto dopo un’uscita fuori con le amiche. È circa mezzanotte e a un certo punto ecco comparire davanti a loro quattro lupi. Sono sulla strada, a nemmeno cinquanta metri da dove abita la donna con la figlia, nel comune di Zeri. La paura sale, poi per fortuna gli animali si allontanano.

Il punto è che gli incontri ravvicinati degli abitanti con il lupo sono sempre più frequenti, anche nelle frazioni più popolose del comune di Zeri: Noce, Patigno, la Vallata di Rossano. Più spesso si incontra il predatore la notte o la mattina presto, ma c’è chi giura di esserselo trovato davanti pure di giorno. Insieme agli avvistamenti, ci sono i segni inequivocabili del suo passaggio: predazioni a pony, puledri, asini, cani.

Poi ci sono le vittime “predilette”: pecore e agnelli, come raccontano anche le fiabe. Però lì, a Zeri, è tutto reale. «I lupi sono aumentati esponenzialmente di numero e sono davvero troppi, la situazione è diventata fuori controllo», avverte il sindaco di Zeri, Cristian Petacchi. «Il problema – spiega il primo cittadino – va avanti da anni ma si è intensificato negli ultimi mesi e continua, imperterrito, ad aggravarsi».

L’incontro

Tanto che ieri, 7 maggio, pomeriggio c’è stato l’incontro – chiesto dal primo cittadino – in Prefettura «per sviscerare le problematiche legate a questa fase emergenziale. Si tratta del terzo incontro; da diversi anni si sono intensificati gli atti predatori nei confronti degli animali: prima – sottolinea Petacchi – erano più limitati alle greggi ma, visto che molte persone hanno smesso di fare questo mestiere e, di conseguenza, le greggi sono sempre di meno, e dato che anche il bosco probabilmente è più povero di risorse alimentari, allora il lupo si sta avvicinando sempre più al paese e attacca pony, asini, cani. È diventata una situazione preoccupante, dobbiamo capire il da farsi».

Il racconto

Ad esempio, i lupi hanno predato dei pony nella frazione di Noce. «Quei pony – aggiunge il sindaco – erano lì da tempo ed erano diventati una “cartolina” del nostro territorio perché chi arrivava da noi se li trovava davanti, su questo prato». Poi i predatori non hanno nemmeno disdegnato gli asini: «Quelli predati sono arrivati quasi a dieci. Spesso sono animali che si trovano vicino alle abitazioni, in qualche caso quasi nel giardino di alcune case», aggiunge il sindaco. Non si sono salvati nemmeno i puledri, «animali importanti – sottolinea il sindaco – come dimensioni», e i cane da guardianìa. Senza contare pecore e agnelli: «Loro sono state le prime vittime. Le pecore di Zeri, una razza autoctona con caratteristiche particolari, – dice il sindaco – sono state decimate: negli ultimi cinque anni avremo perso un 75% di esemplari».

La preoccupazione c’è anche per la tutela della biodiversità: «Con una presenza così massiccia di lupi, il rischio – sottolinea Petacchi – è che anche la classica fauna della montagna venga pregiudicata». Ed è bene precisarlo: «La colpa non è del lupo; la colpa è di chi non si rende conto che sono diventati troppi e che la situazione richiede un intervento». Insomma, per il sindaco non si sta parlando più di un solo esemplare “girovago”. «Tra segnalazioni ed episodi, secondo me si tratta di diversi branchi».

Proprio per vederci chiaro, la prima richiesta avanzata durante l’incontro è quella di «un censimento ufficiale per capire quanti sono. Poi – aggiunge Petacchi – ho chiesto che vengano attuate delle misure per contenerli: decidano loro come, però si devono riportare a un numero più equilibrato rispetto al contesto». Infine, «servono aiuti immediati per gli allevatori: non – precisa il primo cittadino – a rendicontazione, devono essere risorse istantanee, da elargire subito per difendersi dal predatore. Molti non hanno le risorse per realizzare recinti o mettere a posto la stalla. Un aiuto serve anche per il foraggio degli animali, se non possono più uscire a pascolare. E poi, una volta subito il danno, non sempre è facile farsi risarcire e non sempre si tiene conto della perdita reale».

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