Scuole e accorpamenti, il Comune di Massa fa ricorso
L’ente impugna la fusione tra Massa VI e Malaspina davanti al Capo dello Stato: affidato l’incarico agli avvocati
MASSA. Il Comune decide di opporsi all’accorpamento scolastico e avvia un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. È quanto stabilito con l’atto firmato dal sindaco in data 5 maggio a seguito di una segnalazione arrivata dal dirigente del settore tributi, attività estrattive, patrimonio e farmacie comunali, che ha evidenziato la necessità di procedere con l’impugnazione del provvedimento.
Nel dettaglio, l’ente intende contestare il decreto n. 83 del 29 gennaio, firmato dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, che recepisce a sua volta il provvedimento del commissario del 27 gennaio. L’atto riguarda l’accorpamento dell’Istituto comprensivo Massa VI all’Istituto comprensivo Malaspina, una decisione che comporta una riorganizzazione della rete scolastica cittadina e che il Comune ritiene opportuno sottoporre a verifica sotto il profilo amministrativo.
L’iter che ha portato al decreto del sindaco si è sviluppato in tempi rapidi. Con una comunicazione del 4 maggio, agli atti dell’Avvocatura comunale, è stata formalizzata l’esigenza di procedere con il ricorso. A supporto della scelta è stato acquisito anche il parere dell’Avvocatura, redatto secondo quanto previsto dal Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasmesso il giorno successivo al dirigente competente. Un passaggio tecnico necessario per garantire la legittimità e la correttezza dell’azione amministrativa.
Alla luce di questi elementi, il sindaco ha ritenuto opportuno che l’Ente promuova il giudizio, affidando al dirigente ad interim del servizio avvocatura il compito di conferire l’incarico a un legale esterno e di curare tutti gli adempimenti conseguenti, inclusa l’elezione di domicilio. Saranno quindi gli uffici legali del Comune a seguire nel dettaglio la procedura, predisponendo gli atti necessari per l’avvio del contenzioso.
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica rappresenta uno strumento previsto dall’ordinamento amministrativo per impugnare atti ritenuti illegittimi. Si tratta di una procedura alternativa al ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar), che consente di ottenere una decisione sulla base del parere del Consiglio di Stato. In sostanza, è una via che permette di contestare un provvedimento senza attivare immediatamente un giudizio davanti al giudice amministrativo, pur mantenendo piena efficacia sul piano giuridico.
L’obiettivo del Comune è quindi quello di ottenere l’annullamento, totale o parziale, del decreto relativo all’accorpamento scolastico, inclusi tutti gli atti presupposti e conseguenti. Il riferimento esplicito, contenuto nel decreto sindacale, riguarda proprio questa parte del provvedimento, segno che l’attenzione dell’amministrazione si concentra su uno specifico aspetto della riorganizzazione.
Il decreto stabilisce inoltre che il provvedimento venga trasmesso al dirigente del Servizio Avvocatura per gli adempimenti di competenza e che sia pubblicato all’Albo pretorio del Comune, come previsto dalla normativa vigente. Viene anche indicato il responsabile del procedimento, individuato nel dirigente ad interim dello stesso servizio, in linea con quanto previsto dalla legge 241 del 1990.
Dal punto di vista formale, si tratta di un atto amministrativo che avvia una procedura ben definita e scandita da passaggi tecnici e giuridici. Dal punto di vista sostanziale, invece, rappresenta la scelta dell’amministrazione comunale di intervenire su una decisione che riguarda l’assetto scolastico del territorio, ritenendo necessario un approfondimento nelle sedi competenti. I tempi e gli esiti del ricorso dipenderanno ora dallo sviluppo del procedimento e dalle valutazioni che verranno espresse nelle fasi successive.
