Massese: il patron Gerini verso l’addio, chiavi al sindaco – «Serve un progetto serio»
La squadra è retrocessa in Promozione dopo aver perso il playout contro la Larcianese al Degli Oliveti
MASSA. Ne passerà del tempo prima che la piazza bianconera riesca ad assorbire l’umiliazione - sportiva, s’intende - ricevuta nel play-out casalingo di domenica scorsa, che ha decretato la retrocessione della prima squadra cittadina in Promozione. Più facile sillabare che dire il nome della categoria suddetta tutto in una volta. Impossibile: viene un groppo in gola. Ma la realtà è questa e deve essere accettata; i tifosi bianconeri supereranno anche questa con il solito orgoglio.
Il futuro
Detto ciò, è arrivato il tempo di volgere lo sguardo, oggi affranto, verso l’orizzonte e capire cosa succederà a livello societario. Come più volte rimarcato, da un momento all’altro dovrebbe arrivare la comunicazione ufficiale dell’addio del patron e presidente, Antonio Gerini, che lascerà la Massese dopo quattro anni. Dopodiché, le chiavi della società dovrebbero finire nelle mani del sindaco, Francesco Persiani. Questo è quello che dovrebbe accadere a strettissimo giro di posta, salvo improbabili sorprese.
Il ruolo dell’amministrazione
Nel frattempo, fonti di Palazzo Civico fanno sapere che il sindaco sta seguendo le vicende della Massese, auspicando che si possa trovare una soluzione per ripartire con un progetto sportivo serio e concreto. E, in tutto questo, l’amministrazione comunale potrebbe avere un ruolo? Sì, eccome. Stante il fatto che il Comune non è tenuto a cacciare un centesimo per la società bianconera - ed è giusto che sia così -, si potrebbero comunque creare le condizioni affinché soggetti solidi e credibili possano investire - anche - nella Massese, per ridare un minimo di dignità ai colori bianconeri. Il fatto che una città di circa settantamila abitanti si ritrovi con la squadra che la rappresenta vicino al più profondo dilettantismo, non è certo un bel biglietto da visita. Tanto per dire: a pochi metri da Massa, una decina di anni orsono la situazione della prima squadra cittadina era assai critica, a un passo dalla sparizione dai campionati professionistici (dalla Lega Pro di allora). Ebbene, per salvare capra e cavoli fu determinante l’intervento del primo cittadino, che, prima consentì l’iscrizione al campionato, e poi richiamò all’ordine l’imprenditoria locale (forte eh, forte come il marmo, verrebbe da dire) ridando un futuro ambizioso alla società, tanto da raggiungere in un tot di anni risultati di altissimo valore. Poi, pure consolidatisi. Questo è sotto gli occhi di tutti. Vedremo cosa succederà.
La situazione debitoria
Intanto, nei prossimi giorni, verrà fatto il punto circa l’esposizione debitoria della Us Massese 1919, un’analisi ferma al mese di dicembre quando per acquistare la Massese era spuntato l’imprenditore Vito Frijia. Attualmente non si hanno notizie circa la ripresa di una trattativa che, di recente, sembrava essere naufragata; ciò nondimeno, il discorso potrebbe non essere chiuso del tutto, anche perché l’amministrazione comunale ha indetto un nuovo bando per la riqualificazione dell’impianto di via Casola a Marina di Massa. Fatti due conti, il quadro sarà più chiaro per chi davvero avesse in animo di rilevare lo storico sodalizio bianconero. In estrema sintesi, i punti interrogativi restano; si auspica solo che non riparta la solita tarantella estiva circa fantomatiche cordate, cordatine (e affini) interessate alla Massese, ma non oltre il verbale. Solo una dirigenza forte con un programma ambizioso, potrà far dimenticare la categoria dove la Massese - forse - giocherà nella prossima stagione.
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