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Il caffè con gli scarti di carciofo è anche un digestivo naturale. Come farlo? Lo spiega lo chef stellato Devoto

di Luca Barbieri

	Giacomo Devoto
Giacomo Devoto

Un’altra “puntata” della rubrica “Fornelli stellati” dello chef della Locanda De’ Banchieri di Fosdinovo

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FOSDINOVO (MASSA-CARRARA). La conoscete la ricetta del “caffè” di scarti di carciofo? E ne conoscete le proprietà? Per chi non conoscesse questa ricetta, ecco consigli e preparazione che arrivano direttamente dallo chef stellato Giacomo Devoto

La rubrica

È questa, la terza ricetta per “Fornelli stellati”; quest’ultimo, lo ricordiamo, è il nome della rubrica – inaugurata a inizio anno –sulle pagine del Tirreno e nell’edizione online, e che ha come “firma” quella di Giacomo Devoto, chef e imprenditore apuano che ha visto in coda al 2025 la riconferma della stella Michelin per la sua Locanda De’ Banchieri a Fosdinovo, in provincia di Massa- Carrara.

La rubrica dello chef stellato, dicevamo. Dodici ricette in un anno: spiegate bene, in modo semplice ed efficace direttamente da Devoto. E così, dopo le prime due – il brodo di pollo e le polpette al sugo di pollo – ecco calato il tris che arriva all’inizio della primavera.

«La ricetta del “caffè” di scarti di carciofo è anche un ottimo digestivo naturale, grazie alla cinarina che è contenuta proprio nelle parti più coriacee», spiega direttamente lo chef. «Le ricette seguono i concetti di sostenibilità e qualità», ricordava al debutto sulla filosofia della rubrica.

La ricetta

Ma veniamo ora alla ricetta e ai dettagli con i passaggi da non perdere per la buona riuscita.

  • Selezione e lavaggio. Usa le foglie esterne (quelle dure che solitamente scarti) e le punte tagliate. Passaggio fondamentale: assicurati che i carciofi siano biologici, dato che userai la parte più esposta. Lavali accuratamente in acqua e bicarbonato e asciugali perfettamente con un canovaccio.
  • Essiccazione. Per poterli tostare, i residui devono perdere tutta l’umidità. In forno: disponi gli scarti su una teglia senza sovrapporli. Inforna a 100 gradi per circa 40-60 minuti (o finché non diventano secchi e friabili). In essiccatore: se lo hai, 6-8 ore a 55 gradi.
  • Tostatura. Una volta secchi, dobbiamo dare il sapore di “tostato”: alza il forno a 180 gradi e scalda gli scarti per altri 5-10 minuti finché non diventano di un colore bruno scuro (attenzione a non bruciarli, o diventerà troppo amaro); in alternativa, puoi farlo in una padella di ghisa ben calda, girandoli continuamente finché non sprigionano un profumo intenso di tostato.
  • Macinazione. Una volta raffreddati e diventati “croccanti”, mettili in un potente frullatore o in un macina-caffè elettrico. Riduci tutto in una polvere grossolana, simile alla consistenza della moka o leggermente più grande.
  • Alcuni consigli dello chef: «Se non si vuole il caffè troppo amaro aggiungere cannella in polvere. Adatto anche alla moka o meta-filtro, non pressato o stile french coffee».


 

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