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Bagno a Ripoli, FdI chiede la “schedatura ideologica” delle scuole. La rabbia del sindaco: «Come ai tempi del fascismo»

di Redazione web

	L'atto di FdI condiviso sui social dal sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti
L'atto di FdI condiviso sui social dal sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti

Nella mozione si chiede che vengano identificate come “politicamente schierata a sinistra” o “favorevole alle teorie Lgbtq e woke”. La reazione del primo cittadino Francesco Pignotti: «Attacco vergognoso alla libertà, vogliono riportarci a un passato buio»

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BAGNO A RIPOLI. Polemica a Bagno a Ripoli dopo la mozione depositata da Fratelli d'Italia in consiglio comunale che propone una sorta di “schedatura” delle scuole del territorio etichettandole come “politicamente schierata a sinistra" o "ideologicamente comunista". E ancora, un istituto "favorevole alle teorie Lgbtq e woke", oppure "antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica". Un’iniziativa che ha scatenato la dura reazione del sindaco Francesco Pignotti, che sui social l’ha paragonata ai metodi del fascismo.

La mozione di FdI

La mozione, firmata da Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Venturi, sarebbe motivata come un modo per aiutare le famiglie a “individuare e scegliere, tra gli istituti scolastici forniti delle suddette denominazioni aggiuntive, i più adatti per l'orientamento politico, sociale, sessuale, culturale e religioso dei propri figli”. Nell'atto i consiglieri, riferendosi a “diverse scuole”, parlano di “lezioni politicizzate”, ma anche di “indottrinamento” degli studenti “verso ideologie di sinistra o addirittura di estrema sinistra”. E di “illustrazione deviata e acritica”, come sulla questione palestinese e su Gaza. Così, è scritto, "molte famiglie di Bagno a Ripoli, pur di non far subire ai propri figli un indottrinamento politicizzato e deviato, che porta spesso ai suoi oppositori emarginazione, pregiudizio e, in alcuni casi, l'insufficienza nella valutazione dell'apprendimento scolastico, sono costrette a spostare i propri figli in scuole più liberali e in altri comuni”.

La rabbia del sindaco

Come detto l'atto, una volta protocollato, ha fatto saltare sulla sedia il sindaco, Francesco Pignotti. «È tutto vero, hanno protocollato una mozione che invita l’amministrazione a cambiare la denominazione ufficiale – scrive il primo cittadino – Non è solo una grave provocazione, ma un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole, un’intimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti. L’orrore del fascismo cominciò proprio così, iniziando a distinguere le persone in base alla loro ideologia politica, alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale. Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli vuole riportarci a un passato buio». 

«Schedatura inquietante»

Sul caso è intervenuto anche il segretario del Pd toscano Emiliano Fossi, che l’ha definito «grave e inquietante». «Non siamo di fronte a una semplice provocazione politica – ha anche aggiunto – ma a un attacco diretto alla libertà e all'autonomia del sistema scolastico. Siamo al fianco del sindaco che si è opposto e ha denunciato con fermezza quanto accaduto. Siamo di fronte a un vero e proprio tentativo di intimidazione nei confronti di insegnanti e dirigenti scolastici, un modo per mettere sotto pressione chi ogni giorno svolge con professionalità e dedizione il proprio lavoro educativo», prosegue il deputato. Secondo Fossi, l'idea di distinguere le scuole «sulla base di presunte appartenenze ideologiche richiama pagine oscure della storia italiana. Il fascismo iniziò anche così: dividendo, classificando, marchiando persone e istituzioni in base alle loro idee politiche, alla religione, all'identità. Sappiamo bene dove ha portato quella deriva. Non possiamo accettare che si torni a ragionare con quella logica». Fdi, insiste, «a Bagno a Ripoli sembra voler riportare indietro le lancette della storia, evocando un modello di controllo e di uniformità che appartiene al passato più buio del nostro Paese. La scuola pubblica è presidio di libertà, pluralismo, laicità e democrazia, non terreno di schedature o liste di proscrizione», conclude.

Flc Cgil: «È un’intimidazione»

«Dopo Azione Studentesca a Prato che voleva schedare i docenti, ora è direttamente il partito della premier Meloni che vorrebbe schedare le scuole del territorio. Un fatto gravissimo: apprezziamo la reazione democratica delle istituzioni e del territorio, denunciamo questo attacco alla libertà e alla democrazia nelle scuole, rilanciamo con ancora più forza la nostra iniziativa di raccolta firme a difesa della scuola democratica lanciata negli istituti fiorentini, per dire che il mondo antifascista e democratico si stringe intorno al valore costituzionale della scuola. Nei prossimi gironi contatteremo i delegati sindacali degli istituti comprensivi di Bagno a Ripoli, siamo pronti a lanciare iniziative contro questa intimidazione di Fdi a partire un assemblea già in programma in uno dei comprensivi del territorio». Lo afferma, in una nota la Flc Cgil Firenze dopo la mozione del gruppo consiliare Fdi di Bagno a Ripoli per “identificare” scuole di sinistra.

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