Il Tirreno

Sanità

Massa, visita dermatologica fra cinque mesi ma ha un carcinoma della pelle

di Melania Carnevali

	L'ospedale Apuane
L'ospedale Apuane

La donna è riuscita ad anticiparla grazie allo sportello di Usb. Marco Lenzoni, infermiere e referente del sindacato: «La prevenzione è tutto e invece qui ci fanno ammalare per poi spendere soldi a curarci»

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MASSA. A dicembre le avevano suggerito di fare una visita dermatologica. Gliel’hanno data cinque mesi dopo, il 15 maggio. Ma, dal momento che poteva avere di tutto, anche un carcinoma della pelle, non si è rassegnata: ha chiesto aiuto allo sportello sanitario di Massa, gestito da Usb e dalla Consulta popolare per la sanità, che si è subito attivato intimando l’azienda sanitaria a trovare un appuntamento per la paziente nei tempi e nella modalità previste dalla normativa.

Grazie a loro, la donna lo ha ottenuto quattro mesi prima, il 15 gennaio. E forse proprio a loro dovrà la vita: aveva e ha infatti un carcinoma, un tipo di tumore che origina dalle cellule della pelle. Esistono diversi tipi di carcinoma cutaneo, tra cui i più comuni sono il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamoso. Il carcinoma basocellulare è il più frequente e generalmente cresce lentamente; raramente dà metastasi ed è considerato meno pericoloso, ma se non trattato può danneggiare i tessuti circostanti. Il carcinoma squamoso è più aggressivo e può, in alcuni casi, diffondersi ad altre parti del corpo, quindi richiede attenzione. In generale, il carcinoma della pelle può essere grave se non diagnosticato e curato precocemente. La maggior parte dei casi, se presa in tempo, si cura efficacemente con interventi chirurgici o altre terapie.

Tuttavia, se trascurato, può causare danni seri e, nei casi più rari, mettere a rischio la vita. Per questo è importante la prevenzione e la tempestività. «La prevenzione nel 2025 è la base della sanità – commenta Marco Lenzoni, infermiere e referente del sindacato Usb per la sanità -. A meno che non si voglia tornare a una sanità da 1800, oggi la sanità si basa sulla prevenzione. Abbiamo i mezzi e le tecniche per farlo. Più che curare, dovremmo concentrarci sulla prevenzione, soprattutto in casi come il carcinoma, dove in pochi mesi si può decidere se una persona vive o muore, se soffre tanto o no. Non bisogna aspettare che la malattia si manifesti: bisogna fare controlli regolari. E invece facciamo ammalare le persone per poi spendere soldi per curarle».

Le liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici continuano a rappresentare una sfida significativa anche per Massa Carrara. L’Asl Toscana nord ovest ha sempre parlato di «sforzi per monitorare e migliorare la situazione», ma persistono criticità in alcune aree e tipologie di servizi. I tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono classificati in base alla priorità clinica: U (Urgente), da eseguire entro 72 ore, B (Breve), entro 10 giorni; D (Differibile), entro 15-30 giorni per visite e 30-60 giorni per accertamenti diagnostici, P (Programmata, entro 120 giorni. Tuttavia, in alcune zone come la Lunigiana, si registrano ritardi significativi. Ad esempio, per una tac toracica con priorità breve, i pazienti possono attendere fino a 22 giorni in più rispetto ai tempi standard. Secondo i dati aggiornati, le visite specialistiche in dermatologia, ortopedia, oculistica, neurologia e otorinolaringoiatria presentano tempi di attesa significativi che superano i due mesi. «Ora possiamo andare dal privato perché si danno soldi ai privati invece di assumere personale, cioè si risolve il problema solo in parte, senza intervenire alla radice – dice Lenzoni-. Ma così cosa succederà? Che il privato che oggi guadagna un milione con mille visite, un giorno deciderà di guadagnare la stessa cifra con 300».

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