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Carrara e cave, ricorsi di 35 aziende contro la tracciabilità. Serve un avvocato esterno: 125mila euro

Carrara e cave, ricorsi di 35 aziende contro la tracciabilità. Serve un avvocato esterno: 125mila euro

L’urgenza dovuta alla sospensiva richiesta da un’azienda

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CARRARA. Altri 125mila euro di spese legali extra, per palazzo civico, nell’ambito del sempre più intricato contenzioso sul marmo. Lo si apprende dall’albo pretorio, dove è pubblicata la delibera di giunta con la quale è stata decisa la costituzione in giudizio in relazione ai 14 ricorsi promossi presso il Tar Toscana e a un ricorso straordinario trasposto al Tar contro il Comune. I ricorsi sono 14 ma in realtà sono proposti, come già scritto nelle scorse settimane, da ben 35 aziende, e puntano ad annullare la delibera del Consiglio comunale n. 54/2024 relativa al "Regolamento sulla tracciabilità dei materiali lapidei estratti dai bacini marmiferi del Comune di Carrara e sui criteri e modalità per la valutazione del rispetto dell’impegno della lavorazione dei materiali da taglio delle cave di Carrara nel sistema produttivo locale". Le società, come noto, contestano il regolamento introdotto dal Comune soprattutto nella parte in cui prevede l’obbligo di lavorazione locale al 50 per cento anche per gli informi.

La nuova delibera, sul piano tecnico, prende in esame la necessità di rappresentanza legale esterna, perché, si fa notare, a causa della complessità e urgenza dei procedimenti, l’Avvocatura interna del Comune ha dichiarato l’impossibilità di assumere la difesa. Si è quindi deciso di individuare un legale esterno per rappresentare il Comune. E, appunto, la somma prevista per la rappresentanza legale è di 125.000 euro (Iva e oneri inclusi).

I ricorsi sono stati presentati da Gemignani eVanelli; Poggio Silvestro Marmi; Carrara Marble Way; Ft Cave; Monte Maggiore Marmi; Marmi Carrara Lorano; Marmi Pregiati Carrara; Beran più una (quest’ultima azienda non è citata); Fantiscritti; Figaia Cave; Fb Cave; Ing. Giulio Faggioni; Sam più altre 17 aziende; Gmc; vi è poi il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica promosso da Apuan Marble + altri per il quale con precedente Delibera la giunta aveva autorizzato solo l’opposizione al ricorso con richiesta di trasposizione al Tar nominando l’avvocatura interna per questa fase.

Il fatto nuovo, si specifica, è che un ricorso per motivi aggiunti con contestuale istanza di misure cautelari è stato presentato da Gemignani e Vanelli Marmi; misure cautelari in sostanza significano che l’impresa chiede una sospensiva del provvedimento, il che di fatto stopperebbe il primo periodo biennale di calcolo della lavorazione in loco. Da qui, riprendendo il ragionamento portato avanti dalla giunta Arrighi, la necessità di costituirsi con urgenza, vista l’istanza di sospensiva, dinnanzi al Tar Toscana, al fine di garantire e tutelare i propri interessi.

In definitiva, 125mila euro saranno destinati a questa complessa partita legale. Una delle tantissime aperte, fra le quali ricordiamo il contenzioso sull’articolo 21, sul regolamento degli agri marmiferi, sulla ricognizione degli agri marmiferi stessi; e ancora, in merito al riconoscimento di concessioni perpetue, sui beni estimati (si attende il responso della Cassazione), sulla quantificazione dei valori medi. Come in un gioco a scacchi, o a dama, a ogni delibera di palazzo comunale in automatico scatta un ricorso. Ma vi è anche da dire che spesso, negli ultimi anni, l’impostazione di palazzo civico è stata premiata dai giudici del Tar.

M.B.


 

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