Fivizzano, a fuoco due pale meccaniche in una cava
Rogo doloso, a due anni di distanza dal precedente, nella cava Walton di Boiardi: danni per almeno mezzo milione di euro, anche se l’imprenditore è assicurato
FIVIZZANO. Ci risiamo, a poco meno di due anni di distanza, di nuovo fiamme, che appaiono dolose, sono state appiccate nella notte a due grosse pale meccaniche, di marca Volvo, a servizio della cava Castebaito-Fratteta, alle pendici del monte Borla, di proprietà della ditta Walton. Il precedente risale al novembre del 2022, e in quel periodo tra l’altro il sito estrattivo era fermo, in attesa del rinnovo delle autorizzazioni. Adesso invece, pur con prescrizioni, l’attività per i 14 dipendenti della società che fa capo ad Amedeo Boiardi era ripresa, dall’estate del 2023.
Il rogo
L’incendio, anche se la notizia è trapelata solo ieri (4 novembre), risale in realtà alla notte tra sabato e domenica (2-3 novembre), qualcuno, approfittando anche del lungo ponte in cui l’azienda è rimasta chiusa, deve aver predisposto tutto in modo meticoloso, per fare il maggior danno possibile. Alla cava si accede anche dal versante carrarese, da Foce di Pianza, e infatti pur essendo territorio fivizzanese le indagini sono portate avanti dal commissariato di Carrara. In zona non ci sono telecamere, ma gli investigatori stanno comunque raccogliendo elementi utili per individuare i responsabili. Come detto, è stato un rogo preparato con cura, non ci sono tracce di inneschi. Sul posto, ivigili del fuoco, che però hanno solo potuto limitare i danni e mettere in sicurezza quella parte di cava in cui si trovavano i mezzi.
Il precedente e i danni
Anche nella precedente occasione il rogo era stato appiccato fra sabato e domenica, e quindi non sarebbe da escludere che possa trattarsi della stessa mano, e sicuramente qualcuno che evidentemente vuole colpire l’azienda. Un primo bilancio è di oltre 500mila euro di danni, ma su questo punto, il titolare Amedeo Boiardi non si sbilancia, spiegando fra l’altro di essere assicurato: «Sono appena stato alla polizia - racconta - Mi sono riservato di presentare una dettagliata denuncia e sì, abbiamo ripreso a lavorare, con la volontà si può anche sopperire alla mancanza di due mezzi così importanti. I lavoratori sono comprensibilmente scossi per l’accaduto».
La volontà comunque è quella di andare avanti, nonostante questi segnali inquietanti e ripetuti, in forza delle autorizzazioni come detto dell’estate dell’anno scorso. «Non ho ricevuto minacce», si limita ad aggiungere Amedeo Boiardi che, come si ricorderà, è stato anche presidente della Provincia, socialista, nei primi anni ‘90.
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