Il Tirreno

La sentenza

Buoni scaduti e non riscuotibili: anziano vince causa contro Poste

di Marco Landini
Un ufficio postale (foto archivio)
Un ufficio postale (foto archivio)

Pontremoli, il giudice di pace: «Non è chiaro se era stato informato della scadenza»

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PONTREMOLI. Prescrizione dei buoni postali: il giudice di Pace dà ragione a un cliente e Poste Italiane lo dovrà risarcire. La vicenda riguarda migliaia di altri casi analoghi, ma quello che raccontiamo è avvenuto ad un anziano pontremolese. È lo studio legale Alessandro Pontremoli del foro di La Spezia, che lo ha assistito, a riferire l’accaduto.

«Un anziano di anni 89, residente nel pontremolese, si era recato all’ufficio postale per riscuotere quattro Buoni postali fruttiferi acquistati nel 2007, versando la somma di 10 mila euro. E nell’ufficio postale apprende che i suddetti Buoni postali erano tutti prescritti». L’anziano dopo lo sconforto iniziale, inoltra un reclamo e poi avvia la procedura di mediazione, ma Poste nega ancora la riscossione dei buoni. A questo punto il signore si rivolge allo studio dell’avvocato per essere risarcito «lamentando una condotta poco trasparente da parte di Poste che, in sede di emissione dei buoni, non aveva informato il cliente circa la scadenza dei buoni e il termine prescrizionale».

Alla fine il giudice di pace, Rino Tortorelli, accoglie la domanda formulata dall’anziano, e condanna Poste Italiane a rimborsare il capitale riportato nei buoni fruttiferi, oltre gli interessi legali come da domanda, condannando la convenuta a rimborsare all’attore le spese di lite. «Tra gli altri aspetti – cita lo studio legale- il giudice ha rilevato che: “all’attore vennero consegnati titoli redatti in maniera non conforme alla normativa richiamata dalla stessa convenuta, in particolare mancanti, sul verso del titolo, del tagliando indicante i rendimenti ed il periodo di prescrizione. Inoltre, non vi è prova in atti che all’attore, e al momento della sottoscrizione, venne consegnato il foglio informativo contenente la descrizione delle caratteristiche dell’investimento all’atto di collocazione del titolo, Poste Italiane palesemente violato le regole giuridico – normative che sovrintendono alla collocazione al pubblico del bpf, per non aver indicato nei titoli medesimi i rendimenti, ma soprattutto il periodo di prescrizione». La trasformazione in società per azioni della Cassa Depositi e Prestiti, nel 2003, ha determinato il trasferimento di tutti i buoni fruttiferi postali, emessi fino alla data del 13 aprile 2001, al ministero dell’Economia e delle Finanze e la loro equiparazione ai titoli del debito pubblico. In conseguenza di ciò, le norme relative al debito pubblico (come ad esempio proprio la prescrizione del diritto al rimborso a 10 anni dalla scadenza del titolo) sono divenute applicabili anche ai buoni postali. Il consiglio è di prestare molta attenzione da parte dei possessori di buoni postali, in quanto possono cadere in prescrizione decorsi 10 anni dalla data di scadenza del titolo.
 

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