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Porto di Marina di Carrara e Vas: ecco le richieste del ministero dell’Ambiente

Porto di Marina di Carrara e Vas: ecco le richieste del ministero dell’Ambiente

Sull’erosione: «Approfondire i possibili effetti indotti dalla nuova configurazione»

07 giugno 2024
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CARRARA. In merito al Piano regolatore portuale e alla Vas (Valutazione ambientale strategica), non sono ancora stati depositati ufficialmente i pareri del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica - commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, e del Ministero della cultura, direzione generale archeologia belle arti e paesaggio (Servizio V – Tutela del Paesaggio), perché alla firma dei rispettivi ministri. Il parere del Ministero dell’ambiente è del 19 aprile scorso (e infatti il presidente Mario Sommariva raccontò di averne avuto una copia ufficiosa su cui già aveva iniziato a lavorare per preparare gli studi e gli approfondimenti richiesti), quella del Ministero della cultura del 23 aprile. Il Tirreno è ora in grado di anticipare alcuni punti essenziali del parere del Ministero dell’Ambiente, 78 pagine sottoscritte dal presidente della Commissione, il consigliere Massimiliano Atelli.

«Potenziali effetti»

Il capitolo conclusivo, dopo un ampio excursus, affronta un tema chiave ovviamente, e cioè i «Potenziali effetti del piano». Innanzitutto, si fa notare che in merito a «Dragaggi portuali, classificazione dei sedimenti da dragare, utilizzo dei sedimenti, biodiversità marina e risorse ittiche: gli aspetti legati ai dragaggi ed alla generica movimentazione di sedimenti ed altri materiali in ambiente marino sono solo accennati». Pertanto, si fa notare, si ritengono necessari «una definizione di dettaglio di tutte le prevedibili operazioni di dragaggi portuali e di altre movimentazioni di sedimenti marini e di immissione di materiali in ambiente marino sia per la realizzazione delle nuove infrastrutture o ampliamento delle esistenti (moli, banchine, piazzali, ecc.) sia per il mantenimento dei fondali».

Il ripascimento

Il ministero sollecita inoltre, fra l’altro, «la verifica degli obiettivi dell’eventuale ripascimento sommerso rispetto all’effettivo apporto di sedimenti sulle spiagge emerse del litorale di Marina di Massa; la valutazione delle possibili interferenze con altri progetti legati alla difesa della costa; la previsione di ipotesi alternative di utilizzo dei sedimenti non idonei a ripascimento; l’analisi dei fattori di rischio e dei possibili impatti per gli ecosistemi, la biodiversità marina e sulle risorse biologiche».

Morfodinamica costiera

È un argomento chiave, anche alla luce dei timori espressi dai Paladini Apuo Versiliesi, dal Comune di Massa e vari altri soggetti. La commissione ministeriale sollecita l’Autorità portuale a «effettuare una descrizione di come il sistema naturale sia cambiato nel tempo (in particolare facendo riferimento alle dune, agli apporti fluviali, alla costruzione del porto e delle opere costiere, del prelievo sedimenti, ecc…). Non solo: «Sarebbe opportuno caratterizzare in modo più dettagliato il funzionamento del sistema sedimentario attuale, descrivendo gli scambi sedimentari fra i diversi elementi di tale sistema: apporto dai fiumi, spiagge a nord del porto, bocca d’entrata, spiagge a sud del porto, inserendo le perturbazioni date dai dragaggi e dai ripascimenti». E «sarebbe opportuno esplicitare la metodologia utilizzata per il confronto fra le diverse linee di riva negli anni 2010-2020 ed ampliare il periodo di consultazione e l’analisi considerando i dati disponibili sul portale delle coste Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) che presenta le linee di riva nel 2000, 2006 e 2020». La commissione concede che l’Autorità portuale «adotta una metodologia adeguata, finalizzata alla stima del trasporto solido potenziale e delle sue variazioni nello spazio bidimensionale, permettendo la valutazione dei cambi indotti dalle modifiche introdotte al porto. Tuttavia si ritiene opportuno chiarire come viene ottenuto il pattern (il modello, lo schema, ndr) medio di circolazione a partire dai 4 scenari idrodinamici individuati. Si ritiene opportuno commentare con maggior precisione e dettaglio i risultati del trasporto potenziale e relazionare le affermazioni conclusive con le figure».

Il caso dei due chilometri

La commissione osserva inoltre: «La valutazione dei flussi sedimentari è esaustiva ma dal riscontro tra ciò che viene scritto e i grafici presentati (figure 5.9/5.10) sembra emergere che la zona di influenza sia di circa 2 km a sud del porto, e non di 500 metri come dichiarato. Si ritiene opportuno chiarire le motivazioni di questa discrepanza per la definizione univoca della zona di influenza. In relazione alle conclusioni riportate: “Le opere non cambiano il pattern idrodinamico e quindi non interferiscono con gli interventi di riqualifica del Comune”, si ritiene opportuno chiarire la relazione con gli interventi di riqualifica e specificare le caratteristiche degli interventi a cui si fa riferimento».

Aspetti erosivi

La commissione Vas aggiunge: «Per quanto riguarda gli aspetti erosivi del litorale si chiede al proponente di approfondire: i possibili effetti indotti dalla nuova configurazione portuale sul litorale adiacente, completando le analisi condotte con una stima del deficit sedimentario indotto localmente dalla nuova configurazione portuale e dei possibili ulteriori effetti erosivi; le attività di ripascimento del litorale finalizzato al contenimento dello squilibrio riconducibile alle opere in progetto ed alla gestione dell’interferenza dell’infrastruttura portuale con il trasporto solido litoraneo con relativo piano di monitoraggio dell’evoluzione del litorale; la compatibilità delle opere foranee con l’ipotesi di “de-ingegnerizzazione” del litorale, a sud del fosso Lavello, proposta nel “Masterplan Costa Lavello-Frigido anche al fine di favorire il ripristino del trasporto solido longitudinale di questo tratto di costa; gli impatti delle opere in progetto con la dinamica fluviale alla foce del Torrente Carrione». In definitiva, su questo punto (si affrontano anche altri temi), la commissione «ritiene opportuno che nelle fasi attuative dei progetti previsti dal Prp venga definito un piano di Monitoraggio dell’evoluzione morfologica delle spiagge (emerse e sommerse) e delle granulometrie al fine di valutare gli effetti sulla costa del progetto di prolungamento del molo esterno».

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